L'azzardo utile di Spalletti: Yildiz convocato, il rebus tattico in chiave Champions
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Redazione Sport
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Luciano Spalletti ha smosso mari e monti pur di portare a termine una missione che pareva persa in partenza, se consideriamo i presupposti di inizio settimana: rimettere in piedi il suo artista più raffinato, Kenan Yildiz. Alla fine, l’allenatore della Juventus ha ottenuto il migliore degli scenari possibili, dal momento che potrà concedersi il “lusso” di scegliere se cadere nella tentazione di schierare il turco dal primo minuto (con tutti i rischi che ciò comporterebbe per la sua condizione fisica) o, viceversa, tenersi l’asso nel taschino, qualora le pieghe del match richiedano un contributo straordinario per vincere la mano e intascare le fiches. La notizia, filtrata nella tarda serata di ieri dalla Continassa, restituisce un gruppo rinvigorito dopo i giorni di apprensione che avevano messo in dubbio la disponibilità sia del giovane talento che di Khephren Thuram, il cui recupero è stato altrettanto cruciale per il centrocampo.
Recuperi in extremis e gestione della rosa
La situazione clinica dei due calciatori è migliorata sensibilmente, tanto che entrambi hanno ripreso a lavorare con il gruppo già nella seduta di venerdì, sebbene la gestione dei carichi rimanga un tema delicato per lo staff medico. Yildiz, in particolare, aveva destato più di una preoccupazione a causa di un’infiammazione al ginocchio che ne aveva limitato la mobilità nei giorni precedenti; un problema che, stando alle ultime rilevazioni, sembra ormai rientrato, anche se la condizione atletica al 100% resta un obiettivo ancora lontano. Per questo motivo, Spalletti non ha ancora sciolto il nodo relativo alla formazione titolare, consapevole che l’apporto del giocatore potrebbe rivelarsi più incisivo a partita in corso, quando gli spazi diventano più ampi e le difese avversarie iniziano ad accusare la fatica.
Non è un caso, del resto, che l’allenatore abbia evitato di forzare i tempi durante l’anti-vigilia, preferendo valutare le reazioni muscolari dei suoi gioielli nell’allenamento di rifinitura. Il Bologna, dal canto suo, rappresenta un ostacolo insidioso per i bianconeri, reduci da un turno favorevole che ha visto il Como cedere il passo al Sassuolo. La posta in palio è altissima, e la possibilità di allungare ulteriormente sulla quinta posizione costituisce un’occasione troppo ghiotta per essere sprecata, considerato il margine di errore sempre più ridotto in questo rush finale di campionato.
Le insidie della sfida contro il Bologna e la concorrenza
Mentre a Roma si scrutano i risultati delle rivali, la squadra di Spalletti si prepara ad affrontare un Bologna che ha dimostrato di sapersi far valere lontano dalle mura amiche. La sfida di domenica sera, fischio d’inizio alle 20.45 all’Allianz Stadium, rappresenta un crocevia fondamentale per le ambizioni europee dei piemontesi. Una vittoria non solo cementerebbe il quarto posto, ma lancerebbe un messaggio chiaro a chi insegue, dimostrando come la rimonta fosse già nei fatti più che una semplice speranza. La concorrenza è agguerrita, ma il ritorno di pezzi pregiati come Yildiz offre a Spalletti quelle soluzioni di qualità che erano mancate nella fase centrale della stagione.
Dopo la sfida con il Bologna, l’orizzonte si sposterà immediatamente verso il big match di San Siro contro il Milan di Massimiliano Allegri, in programma per il 26 aprile. In quella circostanza, la presenza di un elemento come Yildiz potrebbe fare la differenza, non tanto per la sua esplosività atletica quanto per l’imprevedibilità che garantisce alla trequarti. Spalletti, quindi, potrebbe optare per un utilizzo a spezzoni in questa giornata, preservando il gioiello turco per la battaglia di Milano, dove i tre punti peserebbero come macigni in classifica. La gestione delle risorse umane, in questo momento, diventa una variabile tattica tanto importante quanto lo schema da calcio d’angolo.
L’equilibrio nella trequarti e le scelte di formazione
Se Yildiz non dovesse partire titolare, il suo posto verrebbe molto probabilmente preso da Jérémie Boga, l’altro esterno offensivo a disposizione di Spalletti che ha mostrato lampanti sprazzi di qualità nelle ultime uscite. Il dubbio, tuttavia, si estende anche al reparto avanzato, dove Jonathan David è attualmente favorito su Boga per il ruolo di centravanti. Si tratta di scelte obbligate, in un certo senso, perché la penuria di alternative nel ruolo richiede una copertura tattica che solo un giocatore di movimento può garantire in fase di ripiego. La Juventus, insomma, si affida alla profondità di una rosa che, nonostante le assenze di lungo corso, ha ritrovato entusiasmo e solidità difensiva (quattro clean sheet nelle ultime cinque partite).
L’eventuale impiego dal primo minuto di Yildiz rappresenterebbe, a tutti gli effetti, un azzardo calcolato. L’allenatore, che lo ha sempre definito un artista dal tocco raffinato, sa bene quanto un giocatore del genere possa alterare gli equilibri di una partita bloccata. Eppure, il rischio di un ricorso precoce è dietro l’angolo, specialmente se si considera la fragilità fisica mostrata dal ragazzo nelle ultime settimane. La decisione verrà presa solo dopo l’ultimo riscaldamento, con lo staff medico chiamato a dare l’ok definitivo. Quel che è certo è che, dopo giorni di apprensione, alla Continassa si torna a sorridere.




