Nothing Phone (4a) e Cmf Phone 3 Pro, la fascia media cambia volto tra trasparenze e metallo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Sei in fila al bar, tiri fuori lo smartphone per controllare un messaggio – magari distrattamente, come si fa cento volte al giorno – e la persona accanto a te lo nota. Non perché stai guardando qualcosa di strano, intendiamoci, ma semplicemente perché il telefono che hai in mano, quel Nothing Phone (4a) uscito da poche settimane, è diverso da tutti gli altri. La scocca trasparente, che lascia intravedere i componenti interni come un vecchio orologio Swatch degli anni Novanta, e quella barra di luci sul retro, capace di accendersi in modi differenti a seconda di chi ti scrive, lo trasformano in uno di quei rari oggetti che catturano l’attenzione persino di chi, abitualmente, di tecnologia non se ne intende.
Un design che (finalmente) non passa inosservato
Scegliere uno smartphone di fascia media nel 2026, ecco il punto, è diventato un esercizio complicato. E non perché le offerte scarseggino – anzi, il mercato è saturo – ma perché quasi tutti questi dispositivi, una volta spacchettati, si assomigliano in modo imbarazzante: stesso formato rettangolare, stessa scocca lucida o opaca, stessa sostanziale assenza di personalità. Se li metti in fila su un tavolo, fai fatica a distinguerli. Poi arriva il Nothing Phone (4a), disponibile in Italia da marzo in quattro colorazioni (tra cui un Azzurro e un Rosa Edizione Speciale), e cambia completamente il registro. Con un prezzo di partenza di 400 euro per la versione con 8 GB di RAM e 256 GB di storage – si sale a 440 per quella con 12 GB – questo device non si limita a funzionare: vuole essere guardato. Il retro in vetro, che nasconde una batteria da 5.080 mAh e una struttura interna a vista, è impreziosito dalla nuova Glyph Bar: una serie di 63 mini-LED che raggiungono i 3.500 nit di luminosità, posizionata accanto a un modulo fotografico ovale in alluminio. Le dimensioni sono generose (163,9 mm di altezza per 77,5 di larghezza) e il peso, 204,5 grammi, si fa sentire dopo un uso prolungato, ma la sensazione di solidità è innegabile, con un frame che promette una resistenza alla flessione migliorata del 34% rispetto al modello precedente. La certificazione IP64, sia chiaro, lo protegge solo da polvere e spruzzi: niente bagni in piscina, ma per la pioggia quotidiana è più che sufficiente.
Specifiche tecniche e il salto del periscopio
Sotto la scocca, il salto generazionale rispetto al passato è netto. Lo Snapdragon 7s Gen 4 di Qualcomm – un octa-core da 2,7 GHz costruito a 4 nm – è lo stesso chip che muove anche il prossimo CMF Phone 3 Pro, e garantisce una fluidità quotidiana senza scatti, supportata da un display AMOLED da 6,78 pollici. Attenzione, perché questo pannello alza l’asticella della categoria: la risoluzione sale a 1.5K (1224 x 2720 pixel), la luminosità di picco tocca i 4.500 nit e il refresh rate adattivo oscilla tra 30 e 120 Hz, con una frequenza di campionamento del tocco che in modalità gaming raggiunge i 2.500 Hz. Il vero asso nella manica, però, è il comparto fotografico: per la prima volta su un modello della serie “a”, Nothing ha integrato un teleobiettivo periscopico. Parliamo di un sensore Samsung JN5 da 50 MP con zoom ottico 3,5x, capace di spingersi fino a 7x senza perdita di qualità e toccare i 70x in digitale. Lo si nota subito, questo dettaglio, perché in una fascia di prezzo dove di solito si trova un macro inutile, avere un vero zoom per ritratti fa la differenza. Il sensore principale è un Samsung GN9 da 50 MP con stabilizzazione ottica OIS, mentre l’ultra wide – un 8 MP – rimane il punto debole del trio, utile solo in condizioni di buona luce.
Cmf Phone 3 Pro, le carte in tavola per il successore
Mentre il Nothing Phone (4a) si gode i riflettori, l’attenzione si sposta già sul prossimo modello del marchio secondario. Nothing, attraverso il brand CMF, rispetta la cadenza degli aggiornamenti annuali: a distanza di un anno dal debutto del predecessore (presentato il 28 aprile 2025), sono trapelati i primi dettagli concreti sul CMF Phone 3 Pro. Un’indiscrezione raccolta da Android Headlines ha messo in luce le specifiche tecniche, e la sorpresa più grande riguarda il processore: si abbandona MediaTek – il Dimensity 7300 Pro – per abbracciare proprio lo Snapdragon 7s Gen 4, lo stesso chip del Phone (4a). Non solo: la batteria dovrebbe crescere fino a una capacità nominale di 5.090 mAh, che in termini commerciali si tradurrà probabilmente in un valore tra 5.400 e 5.500 mAh, con un supporto alla ricarica rapida che passa da 33W a 45W. C’è poi una novità strutturale che non passa inosservata: il frame, secondo le prime ricostruzioni, abbandonerebbe la plastica per un telaio in metallo, un upgrade significativo per un device di fascia media che punta a offrire una sensazione tattile più premium. Il display dovrebbe rimanere un AMOLED con risoluzione FHD+ (2392 x 1080 pixel) e refresh rate a 144 Hz, mentre il comparto fotografico vedrebbe una riorganizzazione del layout posteriore, con il flash spostato e le tre lenti ridistribuite in modo diverso rispetto al modello uscente.
Due filosofie a confronto per la stessa utenza
La strategia di Nothing, a questo punto, appare chiara e articolata. Da un lato il Phone (4a) punta tutto sull’estetica e sull’esperienza software – il Nothing OS 4.1 basato su Android 16 introduce funzioni come l’Essential Key fisico per screenshot e note vocali, oltre a un motore di intelligenza artificiale (Essential Space) che organizza i contenuti in modo autonomo – per catturare chi cerca un oggetto di design funzionale. Dall’altro, il CMF Phone 3 Pro, pur mantenendo un prezzo presumibilmente più basso (ci si aspetta una forbice sotto i 400 euro), alza il tiro su autonomia e materiali, puntando a un pubblico più smanettone che vuole il massimo della sostanza senza rinunciare a un certo stile industriale. Se le indiscrezioni venissero confermate, il lancio del CMF Phone 3 Pro dovrebbe avvenire tra la fine di aprile e i primi di maggio, seguendo la scia del suo predecessore. In un mercato dove la noia regna sovrana tra i medi gamma, avere due proposte così caratterizzanti – una trasparente e luminosa, l’altra più solida e performante – è già una notizia.




