Starfield, l’approdo su ps5 tra vendite e instabilità

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’arrivo di *Starfield* su PlayStation 5, avvenuto lo scorso 7 aprile 2026, ha rappresentato molto più di una semplice conversione tecnica. Ad assistervi – lo dico con la consapevolezza di chi ha seguito decine di questi salti generazionali – non è stato solo un porting, ma una sorta di secondo debutto per l’opera di Bethesda. Quest’ultima, acquisita da Microsoft nel lontano 2021 per una cifra record di 7,5 miliardi di dollari, sembra aver voluto dimostrare, con questo rilascio, di aver messo a frutto le critiche ricevute nel 2023. Si pensava che l’esclusività potesse blindare il titolo sugli ecosistemi Windows e X-Box Series; e invece, complici forse le vendite altalenanti delle console del team di Phil Spencer, il gioco ha rotto gli argini, approdando sulla piattaforma nipponica arricchito di contenuti ma anche, ahimé, di non pochi difetti di gioventù.

Il dominio silenzioso delle classifiche

Nonostante i problemi segnalati – e ve ne sono stati eccome – il kolossal spaziale ha subito conquistato la vetta delle classifiche di vendita negli Stati Uniti, andando a occupare il primo posto nella settimana compresa tra il 6 e l’11 aprile. Un exploit che sa molto di rivincita, se consideriamo che si trattava della prima volta dal settembre 2023, ovvero dalla settimana del lancio originale, che *Starfield* tornava a dominare la classifica generale (che include sia il retail fisico che il download digitale). I dati diffusi da analisti di settore raccontano di un successo trainato quasi esclusivamente dal pubblico Sony: pare che una fetta schiacciante, circa il 95% delle unità vendute in quella finestra temporale, fosse proprio la versione per la console di casa Sony. Un risultato, questo, che ha superato le aspettative di molti, sebbene alcuni osservatori sottolineino come il dato assoluto – si parla di circa 140mila copie nel mondo – resti comunque un numero relativamente basso se rapportato ad altre operazioni simili.

Un lancio segnato da instabilità e crash

Tuttavia, l’euforia commerciale si è presto scontrata con una realtà tecnica molto più ostica. Già nei giorni immediatamente successivi al lancio, le segnalazioni di crash e malfunzionamenti hanno iniziato a fioccare copiose sui forum, tanto da spingere decine di utenti a chiedere il rimborso del titolo. Secondo le analisi condotte da esperti del settore come quelli di Digital Foundry, la versione per il modello standard della console fatica a mantenere il passo rispetto alla rivale X-Box Series X; nelle aree più complesse della città di Nuova Atlantide, il frame rate scende fino a toccare i 30 fotogrammi, con una fluidità generalmente inferiore di circa 5 fps rispetto alla controparte Microsoft. Se da un lato la PS5 Pro riesce a garantire prestazioni migliori – arrivando a toccare i 60 fps – lo fa a costo di sacrificare pesantemente la risoluzione interna, che in certe configurazioni scende fino a 900p. Ma oltre alle prestazioni, ciò che ha realmente compromise l’esperienza è stata la frequenza dei cosiddetti “blocchi”: crash improvvisi del sistema che hanno reso il gioco, per molti, letteralmente non completabile.

La corsa alle correzioni tra ps5 e ps5 pro

Di fronte a questa ondata di critiche, Bethesda ha dovuto necessariamente rimboccarsi le maniche. Dopo aver rilasciato un primo aggiornamento mirato specificamente per gli utenti di PS5 Pro (i quali, va detto, avevano segnalato problemi analoghi), la software house ha dirottato le proprie attenzioni sul problema più urgente: la stabilità del gioco sul modello base, decisamente più diffuso tra l’utenza. Una patch, la numero 1.000.004, è stata quindi pubblicata nei giorni scorsi con l’obiettivo di risolvere un crash particolarmente ricorrente, legato alla visualizzazione dell’ordine di caricamento dei mod, oltre a diversi altri bug minori che causavano l’instabilità generale del software. Nella nota di accompagnamento al rilascio, gli sviluppatori hanno explicitamente ringraziato i giocatori per la pazienza, invitando chi dovesse ancora incorrere in arresti anomali a contattare l’assistenza e fornire i file di salvataggio per ulteriori indagini. Pare, ad ogni modo, che la questione non sia ancora completamente risolta; alcune testimonianze raccolte online suggeriscono infatti che, nonostante la cura, i crash persistano in alcune situazioni specifiche, lasciando intendere che il lavoro di messa a punto su questa complessa architettura spaziale sia ancora ben lontano dall’essere completato.

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