Il 16 marzo, un concentrato di 25 scadenze fiscali tra Iva, ritenute e comunicazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Si avvicina per contribuenti, sostituti d’imposta e professionisti una data segnata in rosso sul calendario: lunedì 16 marzo 2026. In quella che si preannuncia come una giornata di intenso lavoro per gli studi di commercialisti e per gli uffici amministrativi delle imprese, si concentreranno infatti ben 25 adempimenti fiscali di diversa natura. Un vero e proprio test di efficienza per il sistema, chiamato a gestire simultaneamente versamenti, comunicazioni e adempimenti dichiarativi, ciascuno con le proprie peculiari modalità di assolvimento. Il cuore pulsante di questa scadenza, per come emerge dal panorama normativo attuale, batte attorno a tre macro-aree tematiche: la chiusura delle partite Iva con il saldo annuale, il complesso mondo delle ritenute operate dai sostituti e la trasparenza dei dati verso l’Amministrazione finanziaria in vista della dichiarazione precompilata.
Per quanto riguarda l’Imposta sul Valore Aggiunto, l’appuntamento principale è rappresentato dal versamento del saldo relativo all’anno d’imposta 2025. I titolari di partita Iva, siano essi imprese, artisti o professionisti, sono tenuti a regolare i conti con l’Erario versando l’importo che risulta a debito dalla dichiarazione Iva annuale, a patto che questo superi la soglia minima di 10,33 euro. La normativa offre comunque un ventaglio di opzioni per andare incontro alle esigenze di liquidità dei contribuenti. Non solo è possibile rateizzare l’importo dovuto, maggiorando le rate successive alla prima dello 0,33 per cento mensile, con termine ultimo fissato al 16 dicembre, ma si può anche optare per un differimento del versamento al 30 giugno, applicando in questo caso una maggiorazione complessiva dell'1,60 per cento, o addirittura spingersi fino al 30 luglio con un ulteriore incremento dello 0,40 per cento. Il versamento, in ogni sua forma, va eseguito esclusivamente in modalità telematica attraverso il modello F24, indicando nella sezione Erario il codice tributo 6099 per la sorte capitale e, in caso di rateizzazione, il codice 1668 per gli interessi.
Parallelamente al saldo Iva, il 16 marzo è il termine ultimo per una serie di adempimenti che gravano sui sostituti d’imposta. Una mole imponente di versamenti riguarda le ritenute alla fonte operate nel mese precedente, febbraio 2026: si va dalle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato a quelle sui redditi di lavoro autonomo, sulle provvigioni, sulle locazioni brevi e su una miriade di altri redditi di capitale e diversi. Accanto a questi versamenti, che confluiscono anch'essi nel modello F24, si colloca un adempimento di natura prettamente comunicativa ma di fondamentale importanza: la consegna e la trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica 2026. Datori di lavoro, committenti, enti previdenziali come l'Inps e persino i condomini devono consegnare ai percipienti il documento che riepiloga i redditi corrisposti nel 2025 e, contestualmente, inviarne i dati in via telematica all'Amministrazione finanziaria.
Non meno rilevanti sono poi una serie di scadenze che, pur non rientrando nei grandi aggregati, interessano categorie specifiche di contribuenti. Gli Enti del Terzo Settore, come le Onlus e le associazioni di promozione sociale, sono chiamati a comunicare all'Anagrafe Tributaria i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro ricevute nell'anno precedente, un passaggio cruciale per consentire ai donanti di usufruire delle previste detrazioni o deduzioni fiscali. Per le società di capitali, invece, scade il termine per il versamento della tassa annuale di concessione governativa per la numerazione e vidimazione dei libri sociali e dei registri contabili, un adempimento che, sebbene di importo forfettario, non va dimenticato. A completare il quadro, si inserisce la scadenza per il versamento, in unica soluzione o come prima rata, delle imposte sostitutive dovute da coloro che, avendo aderito al Concordato Preventivo Biennale, intendono avvalersi del ravvedimento speciale per sanare le violazioni relative ai periodi d'imposta compresi tra il 2019 e il 2023.




