Laura Pausini e Grignani, la polemica sulla cover: ora c’è anche Matteo Bocelli

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quello che doveva essere un omaggio a un classico della musica italiana è diventato, nel giro di pochi giorni, un caso social dai contorni inaspettati. Al centro c’è "La mia storia tra le dita", brano simbolo degli anni ’90, scritto e interpretato da Gianluca Grignani, che oggi – complice una serie di annunci incrociati – ha riacceso una polemica tra l’autore milanese e Laura Pausini, con l’aggiunta di un terzo protagonista: Matteo Bocelli.

La scintilla è scoccata quando la cantante romagnola, reduce dal successo alla finale della FIFA Club World Cup 2025 a New York, ha rivelato sui social l’intenzione di pubblicare una propria versione del pezzo, fissandone l’uscita per il 12 settembre. Un post apparentemente innocuo, che però non menzionava Grignani, scatenando la reazione dell’artista. «Se qualcuno fa una cover di una mia canzone, mi aspetto almeno un cenno di riconoscimento», ha ribattuto su Instagram, senza citare direttamente Pausini ma lasciando poco spazio all’interpretazione.

La risposta, però, è arrivata in modo ancor più sorprendente. Giovedì 17 luglio, Grignani ha annunciato a sua volta una nuova versione del brano, questa volta in spagnolo ("Mi Historia Entre Tus Dedos"), realizzata in collaborazione con Matteo Bocelli. Il figlio di Andrea Bocelli, che a settembre debutterà con l’album Falling in Love, ha così trovato spazio in una vicenda che, al di là delle polemiche, conferma il peso di un pezzo capace di superare i confini generazionali.

Non è chiaro se il tempismo della pubblicazione – fissata per lo stesso giorno della cover di Pausini – sia una coincidenza o una scelta deliberata. Quel che è certo è che il brano, lanciato nel 1995, continua a far parlare di sé: oltre 53 milioni di stream su Spotify ne attestano la longevità, mentre le nuove interpretazioni riaccendono il dibattito sul rapporto tra autori e interpreti. Senza contare che la versione di Grignani e Bocelli, con il suo adattamento in lingua spagnola, punta a conquistare un mercato già familiare alla Pausini, da anni tra le voci italiane più apprezzate in America Latina

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