“Blocca l’HPV con la vaccinazione”, la Serie A Women in campo per la prevenzione contro il Papillomavirus
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Redazione Salute
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Il connubio tra sport e sanità pubblica assume una forma inedita e, per certi versi, sorprendente, grazie alla nuova campagna di comunicazione “Blocca l’HPV con la vaccinazione”, promossa da Msd Italia in collaborazione con la Serie A Women e approvata dal Ministero della Salute. L’iniziativa, presentata nella sede della Figc a Roma, poggia su una metafora tanto immediata quanto efficace: il gesto atletico della portiera che si oppone al tiro avversario diventa l’immagine perfetta per spiegare l’azione del vaccino, quel baluardo in grado di fermare l’infezione da Papillomavirus umano e, di conseguenza, scongiurare lo sviluppo di tumori potenzialmente letali. Il progetto, che si articolerà attraverso un video realizzato con tecniche di intelligenza artificiale e ispirato alle parate delle calciatrici del massimo campionato femminile, mira a raggiungere un pubblico vasto ed eterogeneo, sfruttando i canali digitali, le piattaforme social e la visibilità offerta dalle dirette televisive su Dazn durante le partite. L’obiettivo dichiarato, nelle parole dei promotori, è quello di trasformare la passione sportiva in un veicolo di consapevolezza, ribadendo un concetto fondamentale: la prevenzione primaria è l’arma più efficace a disposizione per vincere quella che viene definita la “partita” contro i virus oncogeni -1-3-7.
L’importanza della prevenzione primaria, un’arma contro i tumori Hpv-correlati
A sottolineare la portata scientifica dell’iniziativa sono gli stessi esperti, i quali ricordano come l’Hpv rappresenti l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa, capace di colpire indistintamente uomini e donne. Se nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario, in alcune circostanze, quando ciò non avviene, l’infezione persistente può degenerare in lesioni precancerose e, nel tempo, in neoplasie conclamate. I dati epidemiologici, del resto, fotografano una realtà preoccupante: in Europa, il Papillomavirus è responsabile del cento per cento dei carcinomi della cervice uterina, di oltre l’ottanta per cento dei tumori dell’ano, di una percentuale significativa di quelli della vagina, della vulva, del pene e dell’orofaringe. In Italia, si stima che ogni anno circa ottomilaottocento nuovi casi di tumore siano direttamente riconducibili a ceppi oncogeni di questo virus. Di qui l’importanza di una strategia combinata, che affianchi alla prevenzione secondaria, rappresentata dagli screening come il Pap-test e l’Hpv Dna test, la prevenzione primaria offerta appunto dalla vaccinazione -5-7.
La metafora del calcio per avvicinare il pubblico alla salute
Federica Cappelletti, presidente della Serie A Women, ha spiegato il senso profondo della similitudine calcistica, paragonando l’intervento del portiere, che in una percentuale altissima di casi determina l’esito dell’incontro, all’efficacia del preparato vaccinale, il quale, bloccando il virus, contribuisce in maniera determinante a far vincere la “partita” della salute. Una visione, questa, condivisa anche da Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, la quale ha evidenziato come l’azienda biofarmaceutica consideri questo progetto un tassello fondamentale nel più ampio impegno per la prevenzione, un investimento sul futuro delle persone e del Paese. La campagna, con la sua creatività moderna e l’utilizzo di un linguaggio universale come quello sportivo, cerca di abbattere le barriere della comunicazione tradizionale in ambito sanitario, proponendosi come un alleato del Servizio Sanitario Nazionale nel diffondere la cultura della vaccinazione come strumento per proteggere le generazioni presenti e future -1-5.
L’appello dei ginecologi: vaccinazione per tutti, non solo per le donne
Un passaggio cruciale del messaggio lanciato dalla campagna riguarda la necessità di superare l’equivoco, ancora diffuso, che considera l’Hpv un problema esclusivamente femminile. Elsa Viora, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo), ha voluto ribadire con forza come il virus non faccia distinzioni di genere e come, di conseguenza, la prevenzione debba essere universale. “L’informazione fondamentale è una sola: è possibile prevenire l’infezione da Hpv mediante la vaccinazione e prevenire quindi l’insorgenza di tumori”, ha dichiarato Viora, sottolineando come quella contro il Papillomavirus rappresenti l’unica occasione, nel panorama oncologico, di attuare una prevenzione primaria, cioè di agire prima che il tumore si manifesti. Colpisce, e non va dimenticato, che anche gli uomini possano essere non solo veicolo di trasmissione del virus, ma anche sviluppare patologie tumorali a esso correlate, come i carcinomi del pene, dell’ano e dell’orofaringe. La vaccinazione, dunque, si configura come un atto di responsabilità individuale e collettiva, un gesto di cura verso sé stessi e verso gli altri, che trova nel calcio, e nella sua capacità di fare squadra, il suo più efficace manifesto -3-5.




