Festa della donna e prevenzione, l’offerta dei vaccini gratuiti contro il papillomavirus si moltiplica sul territorio

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In prossimità della ricorrenza dell’8 marzo, la data del 4 marzo, che il calendario segna come Giornata internazionale contro il Papillomavirus umano (HPV), acquisisce una valenza particolare per le aziende sanitarie, le quali colgono l’occasione per promuovere iniziative di prevenzione rivolte alla popolazione. L’Ulss 9 Scaligera, come riportato da L’Arena, ha programmato due giornate dedicate a vaccinazioni gratuite, un’iniziativa che si inserisce in un quadro molto più ampio di sensibilizzazione, coordinato a livello nazionale e internazionale dalla Papillomavirus Society (IPVS). L’obiettivo, che accomuna enti e istituzioni, è quello di diffondere una conoscenza più capillare sui rischi correlati al virus e sugli strumenti per contrastarli, con un’enfasi particolare sulla profilassi vaccinale e sull’aderenza ai programmi di screening.

Il Papillomavirus umano, come è ormai noto da tempo alla comunità scientifica, rappresenta l’infezione a trasmissione sessuale più frequente, e la sua caratteristica principale, ovvero quella di essere spesso asintomatica e transitoria, non deve trarre in inganno. Se da un lato la maggior parte delle infezioni si risolve spontaneamente grazie all’azione del sistema immunitario, dall’altro la persistenza di alcuni ceppi cosiddetti “ad alto rischio oncogeno” può portare, in un arco temporale che può essere anche di diversi anni, allo sviluppo di lesioni precancerose e, successivamente, di tumori. Il legame tra HPV e carcinoma della cervice uterina è ormai un dato acclarato – si stima che oltre il 90% dei casi di questo tumore sia attribuibile al virus – ma lo spettro delle patologie correlate è più vasto e include neoplasie della vulva, della vagina, del pene, della regione anale e dell’orofaringe, colpendo potenzialmente entrambi i sessi.

Le iniziative delle Asl per la giornata mondiale e l’8 marzo

Sul territorio nazionale, diverse aziende sanitarie hanno strutturato offerte di vaccinazione ad accesso libero e gratuito, cogliendo la ricorrenza del 4 marzo come momento privilegiato per raggiungere fasce di popolazione che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale. L’Ast di Macerata, per esempio, ha organizzato un Open Day rivolto a residenti di specifiche annate: l’invito è esteso alle donne nate dal 1996 al 2013 e agli uomini nati dal 2006 al 2013, includendo inoltre categorie considerate a rischio, come persone immunocompromesse, soggetti con lesioni neoplastiche pre-invasive HPV-relate e uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM). Un approccio simile è stato adottato dall’Asl AT di Asti, che per il pomeriggio del 4 marzo propone un accesso libero agli ambulatori vaccinali, destinato a donne nate dal 1993 e a uomini nati dal 2006 che non siano già stati vaccinati in precedenza.

Anche nel Nord Italia, le iniziative si moltiplicano e si articolano in un calendario fitto di appuntamenti. ATS Brianza, in collaborazione con gli enti sanitari del territorio, ha pianificato una serie di attività che spaziano dall’allestimento di camper informativi in piazze strategiche, come a Lecco e Vimercate, all’ampliamento dell’offerta vaccinale in tutti e nove i centri vaccinali della provincia per l’intera settimana che va dal 2 all’8 marzo. La gratuità del vaccino, in questo contesto, viene garantita fino ai ventisei anni di età per le femmine non precedentemente vaccinate e per i maschi a partire dai nati nel 1998, sempre entro il limite dei ventisei anni, includendo anche qui le categorie a rischio per patologia o per condizioni comportamentali. ASST Lecco, dal canto suo, propone una seduta vaccinale il 6 marzo, con accesso libero al pomeriggio, e una giornata dedicata allo screening con HPV e Pap test il sabato successivo.

I criteri di accesso alla vaccinazione gratuita e le categorie protette

L’analisi delle diverse delibere regionali e delle comunicazioni delle aziende sanitarie evidenzia un panorama piuttosto variegato per quanto riguarda le fasce d’età che possono accedere alla vaccinazione gratuita, sebbene la logica di fondo resti quella di offrire una protezione estesa a tutta la popolazione, con particolare attenzione agli adolescenti e ai giovani adulti. In molte realtà, come quella veronese dell’Ulss 9, l’offerta si concentra su date simboliche, ma il dato che emerge con chiarezza è l’ampliamento progressivo della platea dei beneficiari. L’Ulss 8 Berica, ad esempio, nel suo portale istituzionale specifica che l’offerta attiva e gratuita, oltre che per gli adolescenti nell’undicesimo e dodicesimo anno di età, è estesa su richiesta ai soggetti di sesso maschile dalla coorte del 2001 fino a venticinque anni e a quelli di sesso femminile dalla coorte del 1996 fino a ventisei anni, confermando la tendenza a “recuperare” chi non si è vaccinato all’età target. Vengono poi menzionate esplicitamente le donne già trattate per lesioni cervicali di grado CIN2 o superiore, per le quali la vaccinazione rappresenta una misura di prevenzione ulteriore rispetto alla recidiva della patologia.

Il tema della prevenzione, del resto, non si esaurisce con la sola somministrazione del vaccino. La comunità medico-scientifica sottolinea con insistenza l’importanza di un approccio integrato che combini la profilassi vaccinale, ideale se effettuata prima dell’inizio dell’attività sessuale, con i programmi di screening organizzati. Il Pap test, raccomandato per le donne tra i 25 e i 29 anni ogni tre anni, e l’HPV test, previsto per la fascia tra i 30 e i 64 anni ogni cinque anni, costituiscono strumenti fondamentali per intercettare precocemente eventuali alterazioni cellulari, prima che queste possano evolvere in forme tumorali invasive. La Regione Toscana, considerata una delle realtà più virtuose in questo ambito, ha raggiunto nel 2024 una partecipazione complessiva all’83%, ma resta pur sempre una quota, seppur minoritaria, di donne che sfugge ai controlli e sulla quale si concentra purtroppo la maggior parte dei rischi. L’obiettivo dichiarato delle iniziative legate alla Giornata della Donna e alla Giornata mondiale contro l’HPV è proprio quello di abbattere queste barriere, offrendo un’opportunità in più per prendersi cura della propria salute.

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