Vaccini, la Lombardia allarga l'offerta nelle farmacie a partire da ottobre
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Redazione Salute
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La campagna vaccinale antinfluenzale e anti-Covid, che prenderà il via il prossimo ottobre, vedrà le farmacie lombarde assumere un ruolo ancor più centrale, trasformandosi in veri e propri hub della prevenzione. Fin dai primi giorni, accanto alle consuete profilassi, sarà possibile ricevere anche il vaccino contro lo pneumococco, un'importante estensione che mira a proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione. Una volta definite le procedure operative, come annunciato nel corso dell’evento annuale di Federfarma Lombardia organizzato con The European House-Ambrosetti lo scorso 19 settembre, i farmacisti saranno abilitati a somministrare anche i vaccini contro difterite, tetano, pertosse e, novità di rilievo, contro il Papillomavirus umano (Hpv).
«Ci affianchiamo a medici di famiglia e ospedali nell’erogazione di questi vaccini», ha spiegato il dottor Dario Castelli, presidente delle farmacie rurali, sottolineando la natura collaborativa di questa evoluzione. L’iniziativa, che poggia le sue basi su una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha l’obiettivo dichiarato di rendere la prevenzione più capillare e accessibile, sfruttando la prossimità delle farmacie al territorio. L’accordo, siglato con Federfarma Lombardia e Assofarm/Confservizi Lombardia, estende infatti l’offerta del vaccino antipneumococcico a tutte le Ats regionali.
L’ampliamento dei servizi vaccinali si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di potenziare le risorse del sistema sanitario. Durante il convegno è emersa con forza la richiesta di aumentare il tetto della spesa farmaceutica convenzionata, considerato ormai inadeguato a rispondere a bisogni di salute in costante aumento. Secondo gli analisti di Ambrosetti, investire sulla farmacia dei servizi è una scelta strategica per la sostenibilità dell’intero sistema, valorizzando il suo ruolo nella gestione delle cronicità e nelle attività di prevenzione, che alleviano la pressione sui presidi ospedalieri.




