Gattuso riparte da Vicario, la Moldavia sfida l'Italia che cerca nuove strade

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta di Chișinău, che mette di fronte la nazionale italiana e quella moldava in una partita valida per le qualificazioni ai Mondiali, si presenta come un banco di prova obbligato per il commissario tecnico Gennaro Gattuso, il quale, privato di elementi cardine a causa di squalifiche e scelte tecniche, è chiamato a ridisegnare un undici titolare che possa coniugare la necessità del risultato con l’opportunità di testare soluzioni alternative. La partita, che si gioca in un orario serale, rappresenta il penultimo impegno utile del girone e offre al tecnico la possibilità di dare spazio a chi, finora, ha avuto meno minuti a disposizione, in un contesto dove la pressione, seppur presente, è diversa da quella che si sperimenta negli stadi di casa.

Le scelte tra i pali e in difesa

Tra i pali, come anticipato, Gattuso ha operato una scelta precisa, optando per Guglielmo Vicario quale portiere titolare, lasciando così in panchina sia Gianluigi Donnarumma che Marco Carnesecchi; una decisione che esclude, inoltre, dalla lista dei convocati Elia Caprile, il quale non potrà dunque vivere il suo esordio e assisterà all’incontro dalla tribuna. Sulla fascia, l’assenza di Giovanni Di Lorenzo, lasciato a riposo per il carico di gare sostenuto con il Napoli, apre uno spazio che dovrà essere colmato da un altro elemento, in una difesa che vedrà probabilmente un rinnovato reparto centrale, considerata anche l’intenzione di risparmiare l’impegno a giocatori come Bastoni e Dimarco.

Il turnover obbligato a centrocampo e in attacco

La squalifica di Nicolò Barella, pilastro indiscusso del centrocampo, costringe il ct a una riconfigurazione quasi totale del reparto, dove potranno trovare spazio quelle riserve che hanno atteso a lungo il loro momento. Una situazione analoga si prospetta in attacco, dove l’assenza di Moise Kean e la scelta di riposare Matteo Politano, anch’egli gravato dagli impegni col Napoli, spalancano le porte a nuovi interpreti, i quali avranno la responsabilità di concretizzare il gioco offensivo della squadra. Si tratta, in definitiva, di un esame importante per diversi giocatori, chiamati a dimostrare di poter essere opzioni credibili anche in vista di scenari futuri.

Le polemiche sul formato delle qualificazioni

In un contesto più ampio, Gennaro Gattuso non ha mancato di esprimere un certo rammarico riguardo ai criteri di qualificazione al campionato del mondo, soffermandosi, in particolare, sulla disparità di trattamento tra le federazioni. “Vedere il Sud America,” ha dichiarato il ct, “dove sei squadre su dieci vanno dirette e la settima fa lo spareggio con l’Oceania, fa venire rammarichi.” Una riflessione amara, la sua, che tocca un nervo scoperto nel dibattito calcistico internazionale e che evidenzia le difficoltà oggettive che alcune nazionali, compresa l’Italia, si trovano ad affrontare in percorsi di qualificazione spesso considerati più tortuosi e competitivi.

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