Garlasco, spunta una consulenza psicologica su Stasi: «Manipolatore e calcolatore»
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Redazione Interno
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Un documento di tredici pagine, privo di data e di firma autografa, riemerge dai faldoni del Ris di Parma e riaccende i riflettori su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent'anni. Si tratta di una presunta valutazione psicologica dedicata ad Alberto Stasi, all'epoca indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, trovata nelle scorse settimane dalla Procura di Pavia tra gli atti dell'inchiesta del 2007 e acquisita con un ordine di esibizione lo scorso 10 settembre.
Un profilo mai depositato
Il documento, sulla cui prima pagina compare un'intestazione che fa riferimento alla criminologa Alessandra Bramante, non sarebbe però mai confluito nel fascicolo a carico dell'ex studente bocconiano. Nella relazione, articolata in diciassette punti catalogati come «pensieri e impressioni (basati ovviamente sulle carte)», si legge una serie di valutazioni lapidarie: «freddezza», «calcolatore», «manipolatore», «tendenza narcisistica», «mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)» e «indifferenza estrema nei confronti della vittima come se neppure la conoscesse».
Le contraddizioni evidenziate
Il testo, che prende come riferimento i verbali resi da Stasi tra il 13 e il 22 agosto 2007, segnala inoltre «troppe contraddizioni» e «parole rimangiate» su dati forniti come certezze. Tra le annotazioni riportate figurano considerazioni sul «pensiero contorto e confuso classico della menzogna» e sull'atteggiamento di chi «non cede mai ma riesce sempre a ribattere pur arrampicandosi sugli specchi». Alcune frasi vengono definite «imparate a memoria», mentre si sottolinea una presunta «ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso».
La posizione della professionista
La psicologa e criminologa clinica indicata nell'intestazione, Alessandra Bramante, ha però smentito di aver mai redatto un profilo personologico su Alberto Stasi. «Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma», ha dichiarato l'esperta nel corso della trasmissione Ore 14 su Rai 2, precisando di non aver mai realizzato una relazione di questo tipo su carta intestata priva di sottoscrizione.
La professionista, che di recente ha firmato consulenze difensive in altri casi di cronaca, non avrebbe mai avuto a che fare con l'allora indagato.
Il quadro delle nuove indagini
L'emergere del documento si inserisce nel lavoro di ricostruzione che i magistrati pavesi stanno conducendo sugli accertamenti eseguiti nel 2007, un'indagine nella quale vengono riesaminati anche i passaggi relativi alle analisi scientifiche. Nei prossimi giorni sono attesi gli ascolti di alcuni inquirenti e consulenti tecnici che si occuparono della prima inchiesta, chiamati a chiarire le modalità con cui furono gestiti i reperti.
Sul fronte istituzionale, il comandante dei Carabinieri Salvatore Luongo ha assicurato che eventuali irregolarità o responsabilità individuali saranno accertate, affermando che «chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede».
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