Garlasco, l'appello della difesa Stasi: "Nessuna fascia oraria esclusa per l'omicidio"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Antonio De Rensis, l’avvocato difensore di Alberto Stasi, ha reso noto un estratto significativo dell’atto di appello, concentrandosi in particolare sull’annosa questione della cosiddetta “finestra dei 23 minuti”, ritenuta fino ad ora cruciale per la ricostruzione dei fatti. Nell’atto, come riportato a pagina 88, si sostiene che, in base alle evidenze, non sarebbe possibile escludere alcuna fascia oraria della mattina del 13 agosto 2007 per la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. Una posizione, questa, che mira a scardinare uno dei cardini temporali su cui si è fondata l’accusa, ampliando notevolmente lo spettro delle possibilità investigative e, di conseguenza, delle difese possibili per il suo assistito.

Durante una partecipazione televisiva, De Rensis ha operato quella che è stata definita una mossa a sorpresa, producendo e citando un documento sottoscritto dalla dott.ssa Rosa Muscio, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di magistrato. La lettura di quel passaggio, obiettivamente possibilista riguardo a una diversa collocazione temporale, rappresenta un elemento di discontinuità nel processo, un gol in contropiede che punta a mettere in discussione la cronologia degli eventi così come è stata narrata in sede processuale.

Parallelamente al dibattito sugli orari, il caso vede riaffiorare dal suo oscuro passato un reperto fisico di notevole impatto: un’impronta di mano sinistra, ben visibile e insanguinata, rinvenuta sul pavimento della casa di via Pascoli. La traccia, fotografata e archiviata, è situata in un punto cruciale della scena, tra l’ingresso e la porta a soffietto da cui fu fatto precipitare il corpo della giovane, e accanto ad essa furono ritrovati anche dei capelli di colore castano chiaro. La sua esistenza, finora mai pienamente valorizzata, viene ora riportata alla luce come un indizio potenzialmente decisivo.

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