Garlasco, i Poggi contro Stasi: "Il dna di Sempio non cambia le responsabilità"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A distanza di quasi diciassette anni dal delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, i genitori della vittima ribadiscono con fermezza che l’unico colpevole è Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, ormai prossimo alla fine della pena. La loro posizione, sostenuta dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, viene riaffermata in una memoria depositata al gip in vista dell’incidente probatorio volto a confrontare il dna di Andrea Sempio – amico del fratello di Chiara e recentemente tornato sotto i riflettori – con quello rinvenuto sui frammenti delle unghie della giovane.
Quella che i legali definiscono una "generica compatibilità" tra il profilo genetico di Sempio e le tracce analizzate nelle numerose perizie non costituirebbe, a loro avviso, un elemento sufficiente a scalfire l’impianto accusatorio che ha portato alla condanna di Stasi. "L’assenza di contatto tra l’assassino e le unghie della vittima durante l’omicidio", come già precisato nella sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano nel 2014, renderebbe irrilevante qualsiasi altra corrispondenza genetica.
La difesa della famiglia Poggi accusa poi i legali di Stasi di alimentare "suggestioni mediatiche" nel tentativo di individuare un responsabile alternativo, una strategia che definisce "sorprendente", specie dopo l’apertura di un terzo procedimento contro Sempio. Pur senza negare la presenza del suo dna su Chiara, gli avvocati sottolineano come questa circostanza, di per sé, non provi alcun coinvolgimento nell’omicidio, mentre le prove contro Stasi restano solide.




