Garlasco, le intercettazioni di Sempio con gli ex carabinieri nel caso Poggi
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Redazione Interno
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Nell’intricato quadro del delitto di Chiara Poggi, che dal 2007 attende una soluzione definitiva, si inserisce con forza la rivelazione di alcune intercettazioni nelle quali Andrea Sempio, unico indagato per l’omicidio, risponde al telefono con un semplice “Sì, pronto?” per sentirsi replicare, dall’altra parte della cornetta, “Sono il carabiniere”. Quelle conversazioni, che i pm della procura di Brescia stanno ora analizzando, sono alla base dell’indagine che coinvolge due ex militari dell’Arma e l’ex pm Mario Venditti, sospettati di rapporti opachi con l’indagato.
Le conversazioni sospette e l'assenza di una giustificazione ufficiale
Agli investigatori appare del tutto evidente come tali contatti, della cui natura si discute animatamente, non avessero alcuna ragione investigativa ufficiale che li potesse giustificare. I colloqui si configurano piuttosto come privati e i loro contenuti sono ora oggetto di scrutinio.
Le perquisizioni e l'appunto su Venditti
Parallelamente all’inchiesta sulla condotta di Venditti, che ha portato alle sue dimissioni da presidente del Casinò di Campione, il procedimento si è intensificato. Le perquisizioni hanno interessato l’abitazione della famiglia di Sempio, durante le quali gli investigatori hanno sequestrato un foglietto con la scritta “Venditti/ gip archivia x 20. 30. Euro”, un appunto la cui interpretazione è cruciale per comprendere le dinamiche sottostanti. A questo si aggiungono i movimenti finanziari tra i conti degli zii di Sempio e quelli del padre, tracciati dalla Guardia di Finanza.
L'interrogatorio dei genitori e la linea della difesa
Il quadro processuale si è arricchito dopo le sette ore di interrogatorio a cui sono stati sottoposti i genitori di Andrea Sempio. Su tutto, però, si staglia la figura dell’avvocato Massimo Lovati, difensore di Sempio, il quale ha bollato l’intero filone investigativo come “vuoto” e privo di prove concrete, pronosticandone l’esito in un nulla di fatto. Le sue dichiarazioni si pongono in netto contrasto con il lavoro della procura.
Le reazioni degli indagati e il ricorso al Riesame
Mentre l’ex pm Venditti, attraverso il suo legale, annuncia un ricorso al Tribunale del Riesame per impugnare i provvedimenti eseguiti a suo carico, anche l’avvocato di Silvio Sapone – uno dei due ex carabinieri coinvolti – sta valutando le proprie contromosse legali. La partita si gioca su un doppio binario: da un lato l’accanimento investigativo, dall’altro la difesa che ne contesta radicalmente le fondamenta.




