Garlasco, nuova perizia sulle impronte riapre il caso Poggi: "Non sono di Stasi"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di diciotto anni dal delitto che sconvolse l’Italia, il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna a far discutere. La Procura di Pavia ha deciso di affidare una nuova consulenza tecnica sulle impronte rinvenute sulla scena del crimine, con l’obiettivo di stabilire con precisione la misura della scarpa dell’assassino e verificare se coincida con quella di Andrea Sempio, attualmente indagato nell’inchiesta riaperta.

La vittima, una giovane di 26 anni, fu trovata senza vita nella villetta di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Le indagini, inizialmente concentrate sul fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi – poi assolto in appello dopo un primo processo – potrebbero ora prendere una direzione diversa. Il procuratore facente funzioni Fabio Napoleone ha avviato una revisione approfondita delle prove, incaricando esperti di riesaminare dinamica, orari e tracce biologiche.

Uno degli elementi chiave riguarda le impronte lasciate sul pavimento, che secondo le ultime perizie non sarebbero riconducibili a Stasi. Si cerca invece di accertare se possano essere attribuite a Sempio, la cui presenza nella casa dei Poggi è stata descritta in modi contrastanti. C’è chi lo ricorda girare liberamente per l’abitazione, chi lo colloca solo in due stanze, e chi sostiene che non vi mettesse mai piede. Discrepanze che rendono la sua posizione sempre più complessa da definire.

Intanto, emerge un altro tassello inquietante: una prova ritenuta fondamentale sembra essere scomparsa. Sebbene non sia stato specificato di quale elemento si tratti, fonti vicine all’indagine lasciano intendere che avrebbe potuto rappresentare un punto di svolta per inchiodare Sempio.

Non è la prima volta che il caso subisce sterzate impreviste. Già in passato, l’orario della morte era stato rettificato di undici minuti, mentre le ricerche effettuate da Chiara sul Santuario della Bozzola – un luogo di culto nelle vicinanze – erano state oggetto di diverse interpretazioni. Ora, con l’avvio di ulteriori accertamenti, si riapre un capitolo che molti credevano ormai chiuso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.