Garlasco, al setaccio la spazzatura di casa Poggi: caccia alle impronte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuovo passo avanti nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la ventunenne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, con il giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli che ha ufficializzato l’incarico al perito dattiloscopista Domenico Marchigiani per esaminare le tracce sui rifiuti prelevati dalla villetta di via Pascoli. L’obiettivo è verificare eventuali corrispondenze con le impronte già acquisite, sebbene una di queste – la cosiddetta "traccia 33", rinvenuta sul muro delle scale dove fu trovato il corpo senza vita della giovane – resti esclusa dal nuovo incidente probatorio.

Le analisi, che si svolgeranno in contraddittorio tra accusa e difesa, riguarderanno frammenti di spazzatura conservati da quasi due decenni: sacchetti, confezioni di biscotti, cereali e persino l’etichetta di una bottiglia di Estathé, sui quali potrebbero essersi depositate impronte decisive per ricostruire la dinamica del delitto. Si tratta di elementi mai sottoposti a un esame approfondito, nonostante il sequestro risalga al 2006, quando i Ris di Parma effettuarono i primi rilievi utilizzando fogli di acetato per fissare le tracce.

Intanto, il dibattito processuale si arricchisce di un altro tassello polemico, con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni – legale della famiglia Poggi – che accusa la procura di aver condotto indagini "nell’interesse del condannato", Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara e unico imputato, già condannato in primo grado all’ergastolo nel 2010. Una presa di posizione netta, emersa al termine dell’udienza in tribunale a Pavia, che riflette le tensioni mai sopite tra le parti.

L’estensione dell’incidente probatorio, disposta dalla gip, potrebbe portare a rivalutare elementi considerati marginali, sebbene la "traccia 33" – da sempre al centro delle contestazioni della difesa – rimanga fuori dal perimetro delle nuove verifiche. Resta da chiarire, inoltre, l’origine del cosiddetto "Ignoto 3", un profilo genetico rinvenuto su alcuni reperti la cui identificazione potrebbe aprire scenari inattesi.

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