Garlasco, le impronte e il capello: nuove tracce nel giallo dell’omicidio Poggi
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Redazione Interno
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A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna sotto i riflettori con elementi inediti che potrebbero riscrivere la dinamica di quella mattina del 13 agosto 2007. Le indagini, riavviate grazie all’incidente probatorio, hanno portato alla luce dettagli finora trascurati, tra cui impronte e un capello rinvenuto tra i rifiuti di casa Poggi.
Enrico Manieri, esperto analista di tracce ematiche e scene del crimine, ha segnalato alla difesa di Alberto Stasi – unico condannato per il delitto – la presenza di altre due persone all’interno dell’abitazione. «Sul muro dell’ingresso c’è una seconda impronta di scarpe», ha precisato, sottolineando come la zona d’accesso sia cruciale per ricostruire i movimenti di quella giornata. Le analisi, condotte a Brescia, hanno inoltre evidenziato tracce sul telefono e sulle scale, elementi che potrebbero ridisegnare la scena.
Ma non è tutto. Durante il secondo round dell’incidente probatorio, tra i sacchetti della spazzatura è emerso un capello lungo tre centimetri, inizialmente non identificabile. Il reperto, trovato accanto a un piattino, una confezione di Fruttolo e un Estathe – avanzi di una colazione che, secondo gli inquirenti, Chiara non avrebbe consumato da sola – sarà ora sottoposto a esame del dna. Se il risultato escludesse la vittima, aprirebbe la strada a un’ipotesi finora solo accennata: la presenza di un terzo individuo.
Le operazioni, però, hanno subito un brusco arresto a causa di un blackout che ha interrotto le analisi presso i laboratori della polizia scientifica di Milano. L’avvocata di Andrea Sempio – altro nome legato alle indagini – ha confermato che alcuni campioni, tra cui l’"impronta 10", non sono stati ancora esaminati. I lavori riprenderanno il 4 luglio, lasciando in sospeso domande chiave.




