Garlasco, il supertestimone mostra il volto e rilancia il giallo dell’omicidio Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di 18 anni dal delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, il caso riemerge con nuove dichiarazioni che riaccendono l’attenzione su una vicenda giudiziaria mai del tutto chiarita. Protagonista delle ultime rivelazioni è il cosiddetto “supertestimone”, che ha deciso di abbandonare l’anonimato mostrandosi in televisione durante l’ultima puntata de Le Iene, confermando quanto già anticipato una settimana fa e aggiungendo dettagli inediti.

L’uomo, intervistato dalla Iena Alessandro De Giuseppe, ha raccontato di aver ricevuto, poco dopo l’omicidio, una confidenza da una donna residente a Tromello, vicino alla casa della nonna delle gemelle Paola e Stefania Cappa. La donna gli avrebbe parlato di «comportamenti sospetti» di una cugina della vittima, elementi che, a suo dire, non furono mai approfonditi dalle indagini. Sebbene il riferimento rimanga vago, la testimonianza si inserisce in un puzzle già frammentato, dove ogni tassello – anche il più labile – potrebbe aprire scenari inesplorati.

Intanto, tra le carte processuali riemerge un altro nome: quello di un presunto agricoltore che, stando a un rapporto redatto nove anni fa da un investigatore privato, avrebbe lavorato nei campi vicini alla villa dei Poggi proprio nel giorno del delitto. L’uomo, definito come testimone di un «evento sconosciuto agli inquirenti», avrebbe dichiarato di aver udito «un litigio» o una «conversazione» tra Chiara e il suo assassino. Il dettaglio, se confermato, potrebbe rivelarsi cruciale, sebbene non sia chiaro quanto sia stato verificato all’epoca.

Quel rapporto fu commissionato dai legali di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato a 16 anni per l’omicidio e oggi prossimo alla scarcerazione, nell’ambito di indagini difensive che includevano anche il pedinamento di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi (fratello della vittima) e figura tornata sotto i riflettori della Procura di Pavia

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