Omicidio di Garlasco, il DNA sotto le unghie di Chiara è di Andrea Sempio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nuova perizia genetica potrebbe segnare una svolta nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco. Secondo quanto reso noto dalla Procura di Pavia, il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima è compatibile con quello di Andrea Sempio, all’epoca amico del fratello di Chiara e oggi formalmente indagato per omicidio. Il profilo genetico, ottenuto attraverso un prelievo coattivo eseguito su Sempio lo scorso 13 marzo, è stato confrontato con reperti biologici della vittima che non erano mai stati analizzati in precedenza o che erano stati esclusi dalla distruzione dei corpi di reato avvenuta nel 2022.

Tuttavia, la posizione di Sempio non è così lineare come potrebbe apparire. Una consulenza tecnica commissionata dalla famiglia Poggi, basata sull’analisi delle celle telefoniche e dei tabulati, ricostruisce i movimenti e le comunicazioni del ragazzo nelle ore immediatamente precedenti e successive al delitto. Secondo questa ricostruzione, Sempio non avrebbe potuto materialmente commettere l’omicidio, trovandosi in luoghi e tempi incompatibili con la dinamica del crimine.

La vicenda giudiziaria, che si trascina da oltre 15 anni, si è ulteriormente complicata con la decisione della Procura di Pavia di iscrivere nuovamente Sempio nel registro degli indagati e di avviare un maxi incidente probatorio. L’obiettivo è riesaminare non solo il DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara, ma anche tutti i reperti sequestrati nel 2007 e mai analizzati approfonditamente. Tra questi, alcuni campioni biologici potrebbero offrire nuovi elementi per chiarire una delle pagine più oscure della cronaca nera italiana.

La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia, sta lavorando per opporsi alla richiesta della Procura di procedere con ulteriori analisi genetiche. I legali contestano la validità delle prove già esistenti, sottolineando che il cromosoma Y di Sempio, sebbene rinvenuto sotto le unghie di Chiara, non è stato identificato in tutte le ripetizioni delle analisi.

Nel frattempo, l’avvocata di Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara già condannato in primo grado per l’omicidio e poi assolto in appello, ha preferito mantenere un profilo prudente. «Aspettiamo a chiedere la revisione del processo», ha dichiarato, ricordando come la vita di Stasi sia già stata segnata irrimediabilmente dalla vicenda.

Il caso, che ha diviso l’opinione pubblica e alimentato numerose teorie, rimane aperto a molteplici scenari. La Procura di Pavia, tuttavia, sembra determinata a fare luce su ogni dettaglio, riaprendo indagini a 360 gradi e cercando di colmare i vuoti investigativi che hanno caratterizzato le prime fasi delle indagini.

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