Israele riceve le Mk-84 dagli Usa: il piano Trump e l’incontro Rubio-Netanyahu
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Tre settimane dopo la revoca, da parte dell’amministrazione Trump, della sospensione sulla fornitura di bombe da 2.000 libbre a Israele, un carico di ordigni Mk-84 è stato scaricato nel porto di Ashdod. Le bombe, note per la loro potenza distruttiva, erano state bloccate dall’amministrazione Biden, preoccupata per il possibile impatto sulla popolazione civile di Gaza. La decisione di Trump, tuttavia, ha riattivato il flusso di armamenti pesanti verso Tel Aviv, riaccendendo un dibattito internazionale già carico di tensioni.
Le Mk-84, spesso definite “martelli” per la loro capacità di causare danni significativi, sono state al centro di numerose polemiche. Con un peso di circa 900 chilogrammi e un raggio d’azione che le rende particolarmente letali in aree densamente popolate, il loro utilizzo potrebbe avere conseguenze devastanti, soprattutto in contesti come quello della Striscia di Gaza, dove la presenza di civili è massiccia. Nonostante le critiche, il governo israeliano ha accolto con favore il carico, sottolineando la necessità di garantire la propria sicurezza in un contesto regionale instabile.
Nel frattempo, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha iniziato il suo primo tour in Medio Oriente con una visita ufficiale a Tel Aviv, dove ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu. L’incontro, avvenuto il 16 febbraio 2025, è stato caratterizzato da toni cordiali, con Netanyahu che ha elogiato il piano di Trump per il trasferimento della popolazione palestinese da Gaza ad altri Paesi. Rubio, da parte sua, ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a sostenere Israele, definendo l’arrivo delle bombe Mk-84 come un “passo necessario” per incoraggiare l’emigrazione dei palestinesi dalla Striscia.
La posizione di Rubio, che sembra allinearsi con la visione di Trump, ha sollevato ulteriori interrogativi sulla direzione della politica estera americana nella regione. Se da un lato il sostegno a Israele rimane una costante, dall’altro l’approccio più assertivo e meno incline a considerare le conseguenze umanitarie rischia di complicare ulteriormente un quadro già delicato.
L’arrivo delle Mk-84 e le dichiarazioni di Rubio arrivano in un momento in cui la situazione a Gaza rimane critica, con tensioni che continuano a crescere e una popolazione civile sempre più esposta ai rischi di un conflitto prolungato. Mentre il governo israeliano insiste sulla necessità di strumenti militari avanzati per difendersi, le organizzazioni internazionali continuano a denunciare il possibile impatto di tali armi su chi non ha alcun ruolo nelle ostilità.




