Guterres accusa Israele: «Gaza trasformata in un campo di sterminio»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha usato parole durissime contro Israele, definendo Gaza un «campo di sterminio» e denunciando una situazione che, a suo dire, viola il diritto internazionale e ogni principio di umanità. «L’attuale percorso è un vicolo cieco», ha affermato, sottolineando come il blocco degli aiuti e le operazioni militari stiano spingendo la popolazione civile verso una catastrofe. «È tempo di porre fine alla disumanizzazione», ha aggiunto, chiedendo la protezione dei non combattenti, la liberazione degli ostaggi e un immediato cessate il fuoco.

Le sue dichiarazioni, che hanno scatenato la reazione immediata di Tel Aviv, arrivano in un momento in cui la Striscia vive una delle fasi più critiche dall’inizio del conflitto. A Khan Younis, i funerali del giornalista Ahmed Mansour – morto dopo essere rimasto intrappolato tra le fiamme durante un attacco israeliano – hanno riunito centinaia di persone, in un’ennesima dimostrazione di un lutto che ormai segna ogni giorno. Mansour, ferito gravemente mentre si trovava in una tenda allestita nel cortile dell’ospedale Nasser, era stato soccorso dai colleghi, che avevano tentato invano di strapparlo alle fiamme.

Israele, dal canto suo, respinge con fermezza le accuse dell’Onu. Omer Marmorstein, portavoce del ministero degli Esteri, ha ribattuto che «non c’è carenza di aiuti» e che oltre 25.000 camion sono entrati a Gaza durante la tregua precedente, aggiungendo che Hamas avrebbe sfruttato i rifornimenti per riarmarsi. Una versione che contrasta con le immagini di fame e distruzione che arrivano dalla Striscia, dove il sistema sanitario è al collasso e gli sfollati vivono in condizioni sempre più disperate.

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