Barbie con il diabete, la nuova sfida inclusiva di Mattel

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non è la prima volta che Mattel, attraverso il suo iconico brand Barbie, affronta temi legati alla diversità e all’inclusione, ma l’ultima novità – una bambola con diabete di tipo 1 – segna un ulteriore passo avanti nel rappresentare realtà spesso sottorappresentate. Nata dalla collaborazione con Breakthrough T1D, organizzazione no profit statunitense attiva nella ricerca sul diabete giovanile, la nuova Barbie riproduce fedelmente i dispositivi medici utilizzati da chi convive con questa condizione: un monitor continuo di glucosio applicato sul braccio, fissato da un cerotto a forma di cuore rosa, una pompa per l’insulina e persino un cellulare con l’app per tenere sotto controllo i valori glicemici.

Quella del diabete di tipo 1 – malattia autoimmune che impedisce al pancreas di produrre insulina, ormone essenziale per trasformare il cibo in energia – è una condizione che negli Stati Uniti riguarda circa 304mila bambini e adolescenti. Un dato significativo, che spiega perché Mattel abbia scelto di puntare su un prodotto capace di normalizzare, attraverso il gioco, un’esperienza quotidiana per molti giovani. "Un importante passo in avanti nel nostro impegno all’inclusività", ha dichiarato l’azienda, evitando però toni celebrativi e concentrandosi sull’aspetto pragmatico dell’iniziativa.

Tra le testimonial scelte per promuovere la bambola c’è Alice Degradi, pallavolista di Serie A, ex giocatrice della Megabox Ond. Savio Vallefoglia e prossima atleta della Reale Mutua Fenera Chieri ’76, attualmente impegnata con la Nazionale nella Volleyball Nations League. La Degradi, che convive con il diabete di tipo 1 ed è da anni volto della Fondazione per la Terapia Cellulare del Diabete di Padova, rappresenta un esempio di come lo sport e la gestione della malattia possano coesistere.

Ma non è l’unico nome legato a questa novità. Lila Moss, figlia della modella Kate Moss, ha contribuito a presentare la bambola, rivelando di essersi ispirata alla propria esperienza per i dettagli più personali del design. "Ora la mamma può tenermi nella sua borsetta", ha scherzato, sottolineando come l’iniziativa abbia un valore simbolico oltre che pratico.

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