L'impresa di Simona Quadarella e l'oro di Martinenghi illuminano la seconda giornata degli Europei di Parigi
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Redazione Sport
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La seconda giornata dei Campionati Europei di nuoto in corso a Parigi si tinge d'azzurro nel segno della storia e dell'emozione. Protagonista assoluta della serata, tenutasi nella piscina che ha già ospitato le Olimpiadi, è stata Simona Quadarella, capace di siglare un poker leggendario negli 800 stile libero. L'atleta romana, nuotando in 8'15"55, ha conquistato il suo quarto titolo continentale consecutivo sulla distanza, un'impresa che nessuna nuotatrice europea era mai riuscita a realizzare prima d'ora.
La vittoria, giunta al termine di un duello serrato con la tedesca Isabel Gose, ha permesso all'azzurra di salire sul gradino più alto del podio davanti alla stessa Gose (argento in 8'18"44) e all'altra tedesca Maya Werner (bronzo in 8'22"55).
L'orgoglio di Simona Quadarella, tra record mancato e consapevolezza
La gara, iniziata con un ritmo elevato imposto dalla rivale tedesca, ha visto la Quadarella giocare d'astuzia, gestendo le energie per poi piazzare l'allungo decisivo nella seconda metà di gara. Come riportato da Federnuoto, la stessa nuotatrice ha commentato a caldo la sua prestazione: "La Gose è partita forte, perché lei è più forte nella prima parte di gara, però sapevo che dovevo aspettare e cominciare a ingranare un po' di più nella seconda parte e così è stato, sono contenta".
Il crono di 8'15"55, che rappresenta la sua seconda prestazione personale di sempre, è sfiorato il record dei campionati stabilito dalla britannica Jazmin Carlin nel lontano 2014 (8'15"54) per un solo centesimo. Un dettaglio che impreziosisce ulteriormente una prestazione costruita con pazienza e potenza, coronata poi da un'emozione che quasi la porta alle lacrime sul momento.
Nicolò Martinenghi, oro e commozione: il riscatto dopo l'infortunio
La notte parigina ha regalato un altro oro di straordinario valore, quello di Nicolò Martinenghi nei 100 rana. Due anni dopo il trionfo olimpico nella capitale francese, il lombardo ha confermato il suo dominio sulla distanza, fermando il crono a 58"58 e regalando all'Italia la seconda medaglia d'oro della serata. Alle sue spalle, il russo Ivan Kozhakin (58"68) e l'altro azzurro Simone Cerasuolo, che ha conquistato un prezioso bronzo con il tempo di 58"90 dopo aver condotto per gran parte della gara, chiudendo una doppietta azzurra che sa di rivalsa.
L'immagine più toccante, tuttavia, è stata quella di Martinenghi sul podio durante l'esecuzione dell'inno di Mameli, visibilmente commosso. Un'emozione che racconta il periodo difficile vissuto dopo l'infortunio, i cambiamenti e la scelta di trasferirsi a Verona per allenarsi con Matteo Giunta in cerca di nuovi stimoli. Un percorso di rinascita culminato con il quattordicesimo podio consecutivo della sua carriera tra rassegne continentali, mondiali e olimpiadi.
Il rammarico di Ceccon, fuori dal podio per un soffio nei 50 farfalla
Non è stato tutto oro, purtroppo, per la spedizione italiana. Thomas Ceccon, atteso protagonista nei 50 farfalla, ha sfiorato la medaglia chiudendo al quarto posto con il tempo di 22"72. Il veneto, già medaglia d'oro nei 100 dorso alle Olimpiadi di Parigi, è rimasto escluso dal podio per appena quattro centesimi, in una finale dominata dal russo Egor Kornev (22"52), davanti al francese Maxime Grousset (22"54) e al bielorusso Grigori Perkarski (22"68).
Un risultato amaro per Ceccon, che aveva conquistato l'accesso alla finale con buoni riscontri, ma che non è riuscito a ripetere la prestazione sperata nella gara che assegna le medaglie. Nonostante la delusione per il piazzamento, l'azzurro avrà subito l'occasione per riscattarsi, avendo centrato l'accesso alla finale dei 200 dorso, dove ha dichiarato di volersi giocare le proprie carte.
La seconda serata di gare si chiude quindi con un bilancio positivo per l'Italia, che può contare su due ori di peso e un bronzo che confermano il valore del movimento. Con le finali di Martinenghi e Quadarella si è aperto il capitolo più atteso del programma, lasciando presagire altri capitoli emozionanti nei prossimi giorni di gara nella vasca parigina.
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