Atalanta, il tesoretto da 100 milioni e la strategia per il mercato: da Savona a Alajbegovic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Bastano due operazioni in uscita, e le casse dell’Atalanta registrano un autentico tesoretto. La cessione del brasiliano Ederson al Manchester United, per una cifra che si aggira intorno ai 45 milioni di euro, e quella del giovane esterno Marco Palestra al Chelsea, valutato circa 55 milioni, portano nelle casse del club orobico un incasso complessivo che supera quota cento milioni.

Una somma che, come evidenziato da più fonti, conferma l’eccezionale capacità del club di valorizzare i propri talenti e trasformarli in plusvalenze di altissimo livello, consolidando un modello di gestione che da anni tiene banco nel calcio italiano ed europeo. Si tratta di due affari importanti, che garantiscono una boccata d’ossigeno alla società e che, insieme, generano una plusvalenza stimata in oltre 98 milioni di euro, con la sola operazione Palestra che potrebbe addirittura segnare un nuovo record nella storia del club bergamasco.

L’effetto combinato di queste due cessioni si inserisce in una strategia di lungo periodo che ha visto la famiglia Percassi portare il club a generare, dal 2010 a oggi, plusvalenze per una cifra che si avvicina agli 800 milioni di euro. Un dato che testimonia la solidità di un modello imprenditoriale basato sul lavoro di scouting e sulla valorizzazione dei calciatori, senza però perdere di vista l’obiettivo principale di mantenere la squadra ai vertici del campionato.

Oltre agli incassi da Ederson e Palestra, l’Atalanta potrebbe incassare ulteriori cinquanta milioni dalla cessione di altri elementi considerati in esubero o cedibili, come Bakker, Touré, Godfrey e Bellanova, continuando così quella politica di bilanci virtuosi che le ha permesso di chiudere dieci esercizi consecutivi in utile.

I primi colpi per rinforzare la rosa: Savona e Alajbegovic nel mirino

Con un patrimonio così cospicuo da reinvestire, la dirigenza nerazzurra, guidata dal direttore sportivo Cristiano Giuntoli, si è già mossa concretamente per individuare i profili più adatti a rinforzare la rosa a disposizione di mister Maurizio Sarri. L’obiettivo è quello di ridare competitività a una squadra che, come noto, ha perso due pedine fondamentali come Ederson e Palestra, ma che ha già individuato i primi nomi per sostituirli degnamente.

Sulla lista del direttore sportivo spiccano i nomi di Nicolò Savona, il terzino classe 2003 di proprietà del Nottingham Forest, e quello del giovane esterno d’attacco bosniaco Kerim Alajbegovic, attualmente in forza al Bayer Leverkusen.

Per quanto riguarda Savona, si tratta di un profilo che Giuntoli conosce già molto bene, avendolo apprezzato già durante il suo periodo alla Juventus, dove il giocatore si era messo in luce prima di approdare in Premier League. L’esterno italiano, dopo una stagione in Inghilterra, è considerato l’erede naturale di Marco Palestra sulla fascia destra, e il suo ritorno in Serie A sarebbe accolto con grande entusiasmo sia dalla dirigenza che dallo stesso allenatore.

La partita per Alajbegovic appare invece più complessa, visto il forte interesse del Bayer Leverkusen nel trattenere il giovane bosniaco, valutato almeno 25 milioni di euro. L’Atalanta, forte della liquidità ottenuta dalle maxi-cessioni, potrebbe però presentare un’offerta al rialzo per convincere il club tedesco a lasciar partire una delle sue giovani stelle.

Il reparto di centrocampo: l’obiettivo Hojbjerg e l’idea Gaetano

Non solo difesa, ma anche il centrocampo sarà oggetto di un importante lavoro di ristrutturazione. Con l’addio di Ederson e il mancato riscatto di Musah, destinato a tornare al Milan, il reparto mediano nerazzurro è quasi completamente da ricostruire. Per questo motivo, il nome caldo per sostituire il brasiliano è quello del danese Pierre-Emile Hojbjerg, un giocatore di grande esperienza e fisicità che potrebbe dare il giusto equilibrio alla mediana. Un’altra idea concreta porta al nome di Gianluca Gaetano, talentuoso centrocampista del Cagliari, con cui la società è già in contatto da tempo.

Oltre a questi due obiettivi principali, la società bergamasca starebbe monitorando anche il belga Nicolas Raskin, centrocampista dei Rangers, e il gallese Jordan James, in forza al Leicester, due profili emergenti che potrebbero essere funzionali al nuovo corso tattico voluto da Sarri. La strategia dell’Atalanta è chiara: investire in giovani talenti da rilanciare e valorizzare, senza rinunciare all’esperienza di calciatori pronti per il salto di qualità.

Un mix che, negli anni, si è rivelato vincente e che rappresenta la vera filosofia del club, capace di incassare cifre record da un lato e di rigenerare le proprie risorse dall’altro.

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