Corsa Champions in serie A, il tesoretto da 60 milioni che vale una stagione
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Redazione Sport
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Mentre l’Inter ha già da tempo spento le luci sulla pratica scudetto, festeggiando il tricolore con largo anticipo, il resto della classifica si prepara a vivere tre settimane di fuoco. Il Napoli, aritmeticamente non ancora certo della permanenza nella zona che conta, procede con quella serenità guardinga che contraddistingue chi, a questo punto del campionato, siede al secondo posto e gode di un margine di sei punti sulla quinta piazza; margine che, con sole nove lunghezze ancora in palio, rappresenta un cuscino più che confortevole. Alle sue spalle, però, il clima cambia radicalmente. L’ultima giornata ha injecto una dose massiccia di adrenalina in una volatoria che vede Milan, Juventus, Roma e Como racchiuse in soli cinque punti, un divario minimo che trasforma ogni singolo dei novanta minuti rimasti in un potenziale spartiacque per il futuro dei rispettivi bilanci.
Il nodo della crisi rossonera e l’analisi di Compagnoni
Il Milan, attualmente terzo con 67 punti, rappresenta forse l’incognita più affascinante e tormentata di questo finale di stagione. La squadra, che ha costruito la sua rincorsa su solide fondamenta difensive, sembra aver improvvisamente perso quella brillantezza che l’aveva caratterizzata per gran parte dell’anno; lo ha notato anche Maurizio Compagnoni, giornalista di ‘Sky Sport’, che non ha usato giri di parole nel definire il momento dei rossoneri. “Il Milan è in caduta libera”, ha commentato nel corso di un approfondimento dedicato alla lotta europea, sebbene abbia poi aggiunto una postilla di speranza per i tifosi: “Domenica sfida l’Atalanta e, con una vittoria, probabilmente ce la farà, forte di quei tre punti di vantaggio sulla Roma che al momento rappresentano un’ancora di salvezza”. Un risultato positivo nello scontro diretto con i bergamaschi, insomma, potrebbe ricacciare indietro le concorrenti e ristabilire una gerarchia che nell’ultimo turno (con la sconfitta contro il Sassuolo) ha mostrato più di una crepa.
Numeri da Champions: l’enorme peso dell’Europa sui conti
Ma perché tanta febbre per quei quattro posti? Perché, oltre al prestigio, c’è un fattore economico che rende questa volata simile a una finale secca. Secondo le ricostruzioni di ‘Calcio e Finanza’, riprese da diverse testate, l’accesso alla fase a gironi della prossima Champions League garantirà introiti massicci, derivanti dalla combinazione di bonus UEFA, market pool e ranking storico. Per capire l’ordine di grandezza, basti guardare le stime: qualora si qualificasse, la Roma incasserebbe una base di circa 43,5 milioni di euro, una cifra che supera persino quella che spetterebbe a Juventus (42,6 milioni) o al Milan (38,5 milioni). Persino il Como, la matricola terribile di questo campionato, vedrebbe le proprie casse arricchirsi di quasi 35 milioni, una somma che da sola cambierebbe il volto di una società ambiziosa come quella lariana. Si tratta, in sostanza, di un tesoretto che oscilla tra i 35 e i 45 milioni garantiti al via, destinato a crescere esponenzialmente con il passaggio dei turni.
Un finale senza scontri diretti: conti e calendari alla mano
A rendere la situazione ancora più tesa è la conformità del calendario, che propone un finale di campionato privo di scontri diretti tra le concorrenti: non ci saranno cioè partite ‘a sei punti’ che rischiano di annullare reciprocamente gli avversari. Il Milan, oltre all’Atalanta, aspetta il Genoa in trasferta e il Cagliari in casa; la Juventus, reduce dal deludente pareggio interno con il Verona che l’ha frenata, farà visita al Lecce e al Torino chiudendo tra le mura amiche contro la Fiorentina. Occhio però alla Roma, che dopo aver rifilato un pesante 4-0 alla Fiorentina, ha ritrovato fiducia e gol; i giallorossi affronteranno il Parma, il derby con la Lazio e infine l’Hellas Verona. Un calendario intenso ma non proibitivo per Gasperini, sebbene il derby rappresenti sempre un ostacolo emotivo difficile da superare. La matematica, in questo momento, inchioda Milan e Juventus alla necessità di fare punti: chi sbaglia rischia di essere risucchiato in un vortice dal quale, con sole tre giornate a disposizione, diventa quasi impossibile uscire.




