Bad Bunny e il papa, faccia a faccia privato allo stadio Bernabeu
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Che cosa si siano detti, nessuno lo sa, e forse proprio questo alone di mistero ha reso l’incontro ancora più affascinante agli occhi dell’opinione pubblica. Da una parte il pontefice, dall’altra il cantante portoricano, una delle popstar più ascoltate al mondo. Il loro faccia a faccia – durato solo pochi minuti, a quanto è dato sapere – è avvenuto al termine della veglia con la comunità diocesana, tra i locali vip dello stadio Santiago Bernabéu di Madrid.
È stata la Sala stampa vaticana, come riportano le agenzie, a confermare l'episodio: Papa Leone XIV ha ricevuto l’artista, noto per le sue critiche alla linea dura di Donald Trump sull'immigrazione, insieme ad alcuni familiari e ad altre persone del suo entourage, rivolgendo loro un breve saluto prima di lasciare l’impianto sportivo.
La conferma del Vaticano e i retroscena di un’agenda fitta di impegni
La notizia, che aveva iniziato a circolare già nei giorni precedenti, ha trovato dunque riscontro ufficiale. Quel che appare certo – al di là della curiosità sui temi del colloquio – è la volontà dell’artista di cercare questo momento di confronto. Lui stesso, del resto, è cresciuto in una famiglia cattolica e, come ha ricordato qualcuno, da bambino faceva il chierichetto a Vega Baja, nella sua Porto Rico. Si trovava in Spagna per la sua tournée mondiale, mentre la capitale era letteralmente presa d'assalto dai fedeli accorsi per il pellegrinaggio papale.
Un incrocio di agende che ha suggerito l’incontro, gestito in massima riservatezza proprio per non "dirottare" l'attenzione mediatica dagli eventi religiosi che hanno riempito le piazze di Madrid.
Il "golazo" della Chiesa di Madrid e lo scherzo in volo del pontefice
Proprio la veglia al Bernabeu – dove il Papa aveva parlato a più di ottantamila persone, invitandoli a testimoniare la gioia del Vangelo – è stata definita dallo stesso pontefice un "golazo", un’azione memorabile per la diocesi locale. A rendere ancor più singolare il contesto ci ha pensato una battuta, fatta da Papa Leone XIV durante il volo che lo portava in terra iberica.
Interrogato dai giornalisti sulla concomitanza dei due eventi (la veglia e il concerto di Bad Bunny), rispose sorridendo che molti giovani, messi davanti a una scelta, avrebbero probabilmente preferito il cantante. La realtà dei fatti, con mezzo milione di persone presenti alla preghiera nella piazza Lima, ha però dimostrato un forte richiamo esercitato anche dalla figura del Papa, capace di parlare alle nuove generazioni con un linguaggio a loro familiare.
Politica estera e musica: il filo rosso che unisce due mondi lontani
C’è un ulteriore elemento, quasi paradossale, che lega i due protagonisti di questa storia. Entrambi, seppur per ragioni ovviamente differenti, si sono trovati a scontrarsi con la dura retorica dell’inquilino della Casa Bianca. Da sempre molto schietto nelle sue posizioni, l’artista portoricano – che vinse il Grammy per l'album "Debí Tirar Más Fotos" – aveva appoggiato apertamente la corsa alla presidenza della candidata democratica, attirandosi le ire dell’attuale presidente.
D’altro canto, Papa Leone XIV aveva suscitato la reazione della Casa Bianca criticando l’intervento militare in Iran, un richiamo alla pace che non era passato inosservato. Un confronto, quello tra reggaeton e diplomazia pontificia, che ha dimostrato come certi temi – come l’accoglienza o la condanna della violenza – riescano a trovare spazi inaspettati, persino nei salotti privati di uno stadio.




