Carlo Verdone e il ritorno al cinema dopo sei anni: «È stato psicologicamente complicato»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dopo sei anni di assenza dal grande schermo, un’attesa interrotta soltanto dalle quattro stagioni della serie semi-autobiografica “Vita da Carlo”, Carlo Verdone si riappropria della regia cinematografica con un’operazione che, a prima vista, potrebbe sembrare un ritorno alle origini ma che, invece, svela una precisa scelta di campo: raccontare il presente. Il nuovo film, intitolato “Scuola di seduzione”, prodotto da Filmauro nelle mani di Aurelio e Luigi De Laurentiis, approderà sulla piattaforma Paramount+ il primo aprile, e rappresenta per l’attore e regista romano un’occasione per confrontarsi con la frammentarietà emotiva di un’epoca che, come lui stesso sottolinea, impone una riflessione sulla confusione imperante nel campo dei sentimenti. Non si tratta, nelle sue intenzioni, di una semplice commedia corale, ma di un tentativo di restituire, attraverso i personaggi, quell’invadenza della tecnologia e quelle fragilità affettive che attraversano silenziosamente le relazioni umane contemporanee.
La sfida psicologica di condensare il racconto
Il passaggio dalla serialità al lungometraggio, per Verdone, non è stato privo di insidie sul piano strettamente psicologico. Se nella serie “Vita da Carlo” lo spazio narrativo si dilata senza la costrizione di un limite netto, il ritorno alla forma film impone una disciplina diversa, quasi opposta: “Mi sono chiesto: ‘Sarò ancora in grado di mantenere i tempi e i ritmi di un film, dove devi condensare tutto in un’ora e cinquantacinque? E devi avere un inizio e una fine ben chiari’”, ha raccontato il regista, evidenziando la tensione che ha accompagnato la lavorazione. A bilanciare quella pressione, un elemento inaspettato ma decisivo: la presenza al suo fianco di Karla Sofía Gascón, l’attrice protagonista di “Emilia Pérez”, che Verdone definisce non soltanto una brava interprete ma “una persona splendida”, capace di alleggerire il peso della responsabilità che comporta un rientro dopo un’interruzione così prolungata.
Un cast di fragilità contemporanee
Ad animare la “Scuola di seduzione” è un gruppo di attori che, per scelta registica, porta sullo schermo personaggi accomunati da un tratto specifico: l’insicurezza. Lino Guanciale, Vittoria Puccini, Beatrice Arnera, Euridice Axen e Romano Reggiani compongono un mosaico di individui diversi tra loro per età e provenienza, ma uniti da una stessa difficoltà a navigare nel campo dei sentimenti. La love coach interpretata da Gascón diventa così il catalizzatore di quelle ansie relazionali che, nella visione di Verdone, rappresentano il sintomo di un disagio più ampio, legato a doppio filo con l’uso pervasivo della tecnologia e con una società che definisce esplicitamente “fragile”. È proprio su questo crinale, tra commedia e analisi sociale, che il regista intende costruire la propria narrazione, evitando la facile battuta per scavare invece nella contraddizione dei suoi personaggi.
L’attesa per il ritorno in sala e l’accordo con Paramount+
Sebbene “Scuola di seduzione” non arrivi nelle sale cinematografiche, Verdone ha già annunciato che il suo prossimo lavoro tornerà alla distribuzione tradizionale, a conferma di un rapporto consolidato con Filmauro che non si è interrotto nemmeno durante gli anni della serialità. La scelta di sbarcare direttamente su Paramount+ per questo film risale a un accordo quadro siglato ai tempi del Covid, quando le logiche distributive stavano subendo una trasformazione epocale. Ora, a sei anni di distanza da “Benedetta follia” – ultimo film uscito al cinema nel 2018 –, Verdone guarda a questo nuovo capitolo come a una tappa obbligata di un percorso che, pur mantenendo intatta la cifra autoriale, si confronta con i modelli di fruizione contemporanei. La sala, insomma, può ancora attendere: il prossimo film, già in fase di sviluppo, sarà quello del ritorno fisico tra le poltrone, mentre questo primo aprile toccherà agli schermi domestici raccogliere l’eredità di un racconto corale pensato per restituire, senza filtri, la confusione dei sentimenti.




