Drone russo viola lo spazio aereo romeno, mentre la Nato reagisce con i caccia
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Redazione Esteri
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Un drone, parte di un attacco russo contro infrastrutture ucraine, ha violato lo spazio aereo della Romania, come confermato dal ministero della Difesa di Bucarest. L’episodio, che ha innescato una immediata operazione di sorveglianza da parte della difesa aerea, si è concluso con la scomparsa del velivolo senza pilota dai radar, dopo che i caccia inviati per intercettarlo lo avevano seguito nel suo percorso. Una dinamica, questa, che ricorda da vicino gli analoghi incidenti occorsi in precedenza, i quali hanno più volte costretto le autorità a lanciare allerte per il rischio di caduta di detriti in zone abitate.
Contemporaneamente, sul fronte settentrionale, la Polonia ha vissuto ore di apprensione, facendo decollare i propri velivoli e quelli alleati della Nato in un'operazione preventiva, dopo che una nuova minaccia di attacchi con droni era stata identificata nelle regioni di confine con l'Ucraina. Il premier polacco Donald Tusk, intervenuto sulla piattaforma X per aggiornare la popolazione, ha dichiarato conclusa la situazione di emergenza, affermando che "la minaccia è stata scongiurata" e ringraziando coloro che sono stati coinvolti, "sia in aria che a terra", pur raccomandando di mantenere alta la vigilanza.
Questi eventi si inseriscono in un contesto di permanente tensione, giacché la guerra in Ucraina giunge ormai al suo milleduecentonovantanovesimo giorno, e dimostrano come le attività belliche continuino a produrre effetti diretti e destabilizzanti oltre i confini del teatro del conflitto. La reazione della Nato, perentoria e immediata, è stata resa ancor più significativa dal fatto che proprio ieri ha preso il via l’operazione "Sentinella dell'Est", disposta proprio per rafforzare la sorveglianza nella medesima area teatro del recente allarme.




