Le due anime della sinistra e il nodo del riarmo: cortei divisi, polemiche e bandiere strappate
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Redazione Interno
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A Roma, tra il Colosseo e Porta San Paolo, hanno sfilato quasi cinquecento associazioni in due cortei distinti, entrambi animati dalla protesta contro il piano di riarmo europeo ma divisi su tutto il resto. Il primo, organizzato da Cgil, Arci, Acli, Anpi e Fondazione Perugia-Assisi, ha visto la partecipazione di M5S e Alleanza Verdi Sinistra, i cui leader – Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – avevano già votato contro il progetto della Commissione Ue al Parlamento europeo. Un fronte unito solo in apparenza, perché mentre i manifestanti scandivano slogan contro la militarizzazione, nelle retrovie le tensioni tra le componenti della sinistra riaffioravano senza mezzi termini.
Pina Picierno, esponente di spicco del Pd, ha attaccato Conte definendolo un "tipastro da centro sociale", provocazione che il leader grillino – noto per la sua capacità di adattamento – potrebbe anche trasformare in un’occasione, magari facendosi vedere tra gli attivisti di Askatasuna a Torino. Ma le divisioni non si fermano alle parole. Durante il corteo, alcuni esponenti di aree vicine a Potere al Popolo e Cambiare rotta hanno aggredito verbalmente Ivan Grieco, attivista e content creator, strappandogli la bandiera ucraina che esponeva accanto a quella palestinese. "Non si può stare con le bandiere dell’Ucraina", gli è stato detto, confermando una frattura che va ben oltre le strategie politiche e tocca i nervi scoperti dell’identità stessa della sinistra.
Intanto, mentre il governo italiano mantiene una posizione cauta, i movimenti organizzano nuove proteste: un "die-in" davanti al Parlamento è previsto per martedì 24 giugno, con l’obiettivo di chiedere un’immediata disengagement dal sostegno alle operazioni belliche. "Non sappiamo se la guerra tra Israele e Iran si allargherà, né cosa farà Trump", ha dichiarato un portavoce durante la chiusura del corteo, sottolineando l’incertezza di un contesto internazionale sempre più instabile.




