Morto a Senigallia dopo il blitz dei carabinieri: la folle fuga in auto, lo speronamento e l'arresto cardiaco
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Redazione Interno
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Un inseguimento iniziato nelle prime ore dell'alba lungo la costa marchigiana si è concluso tragicamente a Senigallia, dove un uomo di 35 anni ha perso la vita dopo essere stato bloccato dai carabinieri. La vicenda, che ha tenuto con il fiato sospeso i residenti della zona per via della pericolosità della corsa, si è consumata in pochi minuti, tra speronamenti, una colluttazione e l'uso del taser da parte delle forze dell'ordine, lasciando aperti numerosi interrogativi sulle cause del decesso.
L'inizio dell'inseguimento nella zona di Cesano
Tutto ha avuto inizio intorno alle 5.30 quando una pattuglia dei carabinieri, impegnata nei servizi di controllo del territorio nella zona di Cesano, ha notato un'auto che procedeva a velocità decisamente sostenuta. Si trattava di una Bmw di colore bianco, con targa ucraina, che viaggiava in modo erratico, invadendo le corsie opposte e mettendo a serio rischio la sicurezza degli altri utenti della strada.
I militari hanno immediatamente intimato l'alt al conducente, ma questi, lungi dal fermarsi, ha accelerato la corsa, dando il via a un inseguimento che si sarebbe rivelato estremamente pericoloso.
La corsa folle e lo speronamento della gazzella
La fuga dell'uomo, la cui identità non è stata ancora ufficialmente resa nota, è proseguita per diversi chilometri, attraversando le frazioni costiere fino a giungere a Senigallia. Qui, nonostante i ripetuti tentativi dei carabinieri di bloccare il veicolo, l'uomo ha continuato la sua folle corsa, con una manovra che ha rischiato di provocare una vera e propria strage.
Arrivato in via Raffaello Sanzio, dove i militari avevano predisposto un posto di blocco per intercettarlo, il fuggitivo ha compiuto un gesto estremo: ha sferrato un violento speronamento contro l'auto delle forze dell'ordine, danneggiando gravemente il mezzo e ferendo due militari che si trovavano a bordo, costringendo i colleghi a intervenire con decisione.
La colluttazione e l'intervento con il taser
L'impatto con la gazzella ha bloccato la Bmw, che si è fermata in mezzo alla carreggiata. A quel punto l'uomo, probabilmente in preda a un evidente stato di agitazione, è sceso dall'auto e ha tentato la fuga a piedi, ma è stato immediatamente raggiunto dai carabinieri. Ne è nata una violenta colluttazione, durante la quale l'uomo ha cercato di liberarsi con la forza, ferendo uno dei militari nel tentativo di opporre resistenza.
Per placare la sua furia e mettere in sicurezza l'area, gli agenti hanno fatto ricorso al taser, il dispositivo a impulsi elettrici che in questi casi viene utilizzato per immobilizzare il soggetto senza fare ricorso ad armi da fuoco, in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Dopo essere stato finalmente bloccato e messo in sicurezza, l'uomo ha accusato un malore. Le sue condizioni sono app apparse subito critiche, tanto da richiedere l'intervento immediato di un'ambulanza.
Il decesso durante il trasporto e l'indagine della Procura
Trasportato d'urgenza in ambulanza verso il nosocomio cittadino, il trentacinquenne è deceduto poco dopo a causa di un arresto cardiaco, nonostante i tentativi di rianimazione del personale sanitario. La notizia della morte ha scosso la comunità locale, che si è trovata a fare i conti con una tragedia dai contorni ancora tutti da chiarire. Il magistrato di turno, informato dell'accaduto, ha disposto il sequestro dei veicoli coinvolti e ha aperto un'inchiesta per fare piena luce sulla vicenda.
Per accertare le esatte cause del decesso e chiarire se il malore fatale sia stato scatenato dallo sforzo fisico, dalla colluttazione o dall'utilizzo del taser, è stata disposta l'autopsia sul corpo dell'uomo, un esame che si rivelerà determinante per capire come si sono svolti esattamente i fatti.
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