Arresto cardiaco a 22 anni dopo la tisana al kratom: il caso

Arresto cardiaco a 22 anni dopo la tisana al kratom: il caso
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un giovane di 22 anni è stato colpito da un arresto cardiaco dopo aver bevuto una tisana al kratom, preparata con una sostanza ricavata dalla Mitragyna speciosa, pianta tropicale originaria del Sud-est asiatico. L'episodio è avvenuto a Innsbruck, in Austria, dove il ragazzo viveva ed era considerato fino a quel momento in buona salute. I medici della Clinica universitaria hanno ricostruito il caso e lo hanno pubblicato sulla rivista scientifica Wiener klinische Wochenschrift, indicandolo come il primo episodio registrato nel Paese di arresto cardiaco associato a un'intossicazione isolata da questa sostanza.

Il giovane trovato senza polso dal coinquilino

Il ragazzo è crollato improvvisamente nel proprio appartamento ed è stato trovato dal coinquilino privo di sensi, in preda alle convulsioni e senza polso. L'uomo ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, mentre il medico d'emergenza intervenuto sul posto ha accertato un'asistolia. Dopo quattro minuti di compressioni toraciche e la somministrazione di adrenalina è stata ottenuta una temporanea ripresa della circolazione spontanea, seguita però da un nuovo arresto. Otto minuti di supporto vitale avanzato, con intubazione e massaggio cardiaco meccanico, hanno permesso di ristabilire stabilmente l'attività cardiocircolatoria.

Trasportato in ospedale sotto ventilazione meccanica e con supporto farmacologico, il paziente è stato sottoposto a una serie di accertamenti per individuare l'origine dell'evento. L'elettrocardiogramma mostrava fibrillazione atriale con complessi QRS larghi e depressioni laterali del tratto ST, mentre l'ecocardiografia indicava una normale funzionalità di entrambi i ventricoli. La tomografia computerizzata dell'intero corpo non ha evidenziato emorragie intracraniche, embolia polmonare o altre cause in grado di spiegare l'arresto; sono state invece rilevate fratture dello sterno e delle costole e lievi conseguenze da aspirazione.

Nel sangue concentrazioni molto elevate di mitraginina

La svolta è arrivata con gli esami tossicologici. Lo screening iniziale non aveva evidenziato etanolo, benzodiazepine o antidepressivi triciclici; le analisi delle urine erano risultate negative anche per anfetamine, cocaina e oppioidi, fatta eccezione per il fentanyl somministrato a scopo terapeutico. Dopo che il paziente ha riferito di aver consumato tè al kratom, i medici hanno eseguito un test mirato: la concentrazione di mitraginina nel plasma era pari a 500 microgrammi per litro, contro un intervallo di riferimento locale compreso fra 20 e 100. La spettrometria di massa ha consentito di escludere interferenze con altri composti.

Gli approfondimenti cardiologici non hanno individuato anomalie strutturali. Anche i test genetici per canalopatie e cardiomiopatie hanno dato esito negativo, elementi che hanno portato gli autori dello studio a considerare l'intossicazione da mitraginina la spiegazione più plausibile dell'episodio. Il giovane è stato estubato il secondo giorno e ha presentato lievi deficit neurologici transitori, risolti nei giorni successivi. Durante il sonno, al quarto giorno, si è verificato un episodio di bradicardia con frequenza scesa a 25-30 battiti al minuto; per la ricorrenza della bradicardia è stato successivamente impiantato un pacemaker permanente.

Perché il kratom può avere effetti cardiovascolari

La Mitragyna speciosa appartiene alla famiglia del caffè e le sue foglie sono state tradizionalmente utilizzate nel Sud-est asiatico anche contro tosse e diarrea. La mitraginina è il suo alcaloide più abbondante e agisce come agonista parziale dei recettori μ-oppioidi, interagendo anche con sistemi adrenergici, dopaminergici e serotoninergici e con i canali cardiaci del potassio. Gli effetti possono iniziare entro 10-20 minuti dall'assunzione: a quantità inferiori vengono descritti prevalentemente effetti stimolanti, mentre esposizioni maggiori possono produrre sedazione, riduzione della frequenza respiratoria, tachicardia e ipertensione.

I meccanismi attraverso i quali la sostanza possa provocare un evento cardiaco così grave non sono stati completamente chiariti. Studi sperimentali indicano che la mitraginina può interferire con un canale del potassio coinvolto nella ripolarizzazione delle cellule cardiache, con possibile prolungamento dell'intervallo QT e aumento del rischio di aritmie ventricolari. Nel paziente austriaco, tuttavia, il primo ritmo documentato è stato l'asistolia e non la fibrillazione ventricolare. Gli autori prendono in considerazione anche un'altra possibile via: il consumo cronico è stato associato a crisi tonico-cloniche generalizzate e il morso evidente sulla lingua osservato durante gli accertamenti era compatibile con una possibile attività convulsiva.

La letteratura scientifica non ha stabilito una concentrazione critica di mitraginina oltre la quale si verifichi necessariamente una grave tossicità. Una precedente analisi retrospettiva su 156 decessi associati al kratom nel mondo tra il 2008 e il 2019 aveva rilevato, nei casi di assunzione della sola sostanza, una concentrazione media nel sangue di 398 microgrammi per litro. Negli Stati Uniti, i casi collegati alla pianta segnalati ai centri antiveleni sono aumentati di dodici volte nel decennio 2015-2025, raggiungendo 3.434 segnalazioni nell'ultimo anno considerato; nello stesso periodo sono stati registrati complessivamente 233 decessi.

Dopo l'impianto del dispositivo cardiaco, il paziente è stato dimesso dall'ospedale due settimane dopo l'arresto senza deficit neurologici. Nel follow-up descritto dagli specialisti non sono state osservate nuove aritmie. Un problema diagnostico segnalato dagli autori riguarda gli esami tossicologici ordinari: la ricerca della mitraginina non viene eseguita di routine, circostanza che può rendere più difficile riconoscere un'intossicazione da kratom quando il consumo della sostanza non viene riferito.

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