Hakan Calhanoglu, il nodo del rinnovo che aspetta la fine della stagione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’estate scorsa l’addio di Hakan Calhanoglu sembrava una formalità, un epilogo scontato dopo le tensioni post-Mondiale per club e le pressioni costanti della stampa turca; alla fine, però, all’Inter non arrivò mai l’offerta ritenuta congrua – e il centrocampista, di fatto, rimase a Milano, rinsaldando il proprio legame con il club pur senza cancellare del tutto le crepe di un rapporto che già allora appariva in bilico. Oggi, a distanza di mesi e con il contratto in scadenza fissato al 2027, la situazione è paradossalmente più fluida ma non per questo meno intricata: il futuro del regista turco è di nuovo un rebus, destinato a sciogliersi solo al termine di una stagione che, sul piano personale, si è rivelata ben più complicata del previsto.

La tenuta fisica, elemento finora mai realmente messo in discussione, è diventata la variabile imprevista che i vertici di Viale della Liberazione sono chiamati a valutare con attenzione. Perché se nella prima parte del campionato Calhanoglu era imprescindibile, con sette reti segnate e un impatto totale sulle manovre, i tre infortuni muscolari rimediati a partire da dicembre – l’ultimo dei quali lo ha tenuto lontano dal campo per circa due mesi – hanno imposto una riflessione più ampia sull’opportunità di blindare un giocatore che, a trentadue anni compiuti, rappresenta comunque un investimento economico rilevante. La fragilità mostrata in questa fase ha insomma messo una pulce nell’orecchio della dirigenza: quanto vale, in termini di programmazione, un calciatore dal costo lordo elevato che rischia di essere disponibile solo a intermittenza?.

A rendere meno urgente una presa di posizione immediata è il momento particolare che vive la squadra, concentrata sul rush finale per lo scudetto – vantaggio di otto punti sulla seconda con nove giornate ancora da disputare – e su obiettivi che impongono di non disperdere energie in pensieri laterali. In questo scenario, il rientro previsto contro la Fiorentina rappresenta per Calhanoglu l’occasione per riprendersi la scena, ma anche per dimostrare sul campo che la propria parabola non è destinata a una flessione irreversibile. Subito dopo, la convocazione in nazionale per gli spareggi mondiali – stessa posta in gioco, per quanto riguarda la qualificazione al prossimo Mondiale, dell’Italia – lo attende, con il ct Montella che punta sul suo capitano per un’impresa che rappresenterebbe il coronamento di un percorso di maturità.

La parabola della scorsa estate e i segnali dalla Turchia

Il pressing del Galatasaray, peraltro, non si è mai interrotto davvero. Se nell’ultima finestra estiva il club turco non riuscì a trovare l’accordo economico con l’Inter – si parlò di un’offerta respinta di circa 17 milioni, lontana dalla richiesta di 30-35 – la sensazione è che stavolta lo scenario possa essere più favorevole. Lo stesso vicepresidente del club di Istanbul ha lasciato intendere che il sogno di riportare in patria l’idolo nazionale non è destinato a spegnersi: “Un giorno giocherà per noi”, ha dichiarato, alimentando un’attesa che nei prossimi mesi potrebbe concretizzarsi in trattative più consistenti. Per l’Inter, che non ha mai ricevuto cifre realmente allettanti dal Galatasaray, la possibilità di monetizzare la cessione di un giocatore in scadenza l’anno successivo rappresenta un’opzione da non scartare a priori.

Le alternative interne e le valutazioni sul contratto

Quel che sembrava impensabile fino a pochi mesi fa – ovvero l’idea di un centrocampo senza Calhanoglu – ha oggi trovato un contraltare concreto nelle soluzioni emerse durante il suo forzato stop. Piotr Zielinski ha dimostrato di poter agire con personalità nel ruolo di regista, offrendo a Cristian Chivu una valida alternativa che prima non esisteva, mentre la crescita di Sucic e la possibilità di riportare alla base Aleksandar Stankovic (classe 2005, in prestito al Club Brugge con un diritto di recompra fissato tra i 23 e i 25 milioni) consentono di guardare al futuro con una prospettiva diversa. In questo quadro, la dirigenza non ha affatto fretta di accelerare per il rinnovo: l’intenzione iniziale, che prevedeva di blindare il turco con un prolungamento, si è trasformata in un attendismo valutativo, legato alla capacità di Calhanoglu di restare in campo con continuità da qui a giugno. Perché solo una tenuta fisica costante potrà giustificare l’impegno economico che un prolungamento di contratto richiederebbe, mentre in assenza di queste garanzie l’Inter potrebbe valutare una cessione già nella prossima sessione di mercato, incassando un corrispettivo che si aggirerebbe, secondo le voci di mercato, tra i 10 e i 15 milioni di euro.

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