Italia-Croazia, primo set da 25-9: l’Europeo delle azzurre parte con un break netto e tanti muri
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Redazione Sport
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L’esordio dell’Italia femminile agli Europei di volley 2026 è stato un monologo, senza appello e senza storia. Nel primo set della sfida contro la Croazia, giocata questo pomeriggio sui campi di una delle quattro sedi che ospitano la fase a gironi della rassegna continentale, le ragazze di Julio Velasco hanno letteralmente travolto le avversarie chiudendo sul punteggio di 25-9.
Una differenza abissale, quella maturata in poco più di venti minuti, che ha messo in luce la solidità del sestetto azzurro e al tempo stesso le fragilità di una selezione croata apparsa subito in difficoltà sia in ricezione che in attacco, incapace di arginare la potenza e la precisione della formazione italiana.
Un dominio corale, dalle centrali alle battute
La partenza dell’Italia è stata fulminea, e il punteggio finale del primo parziale racconta solo in parte la qualità della prestazione collettiva. Paola Egonu e Ekaterina Antropova, schierate insieme come terminali offensivi, hanno trovato subito il ritmo giusto, ma a fare la differenza è stato il contributo distribuito su tutta la linea: sette punti per Antropova, quattro per Sarah Fahr, quattro per Anna Danesi e altrettanti per Egonu, a testimonianza di un attacco vario e imprevedibile per la difesa avversaria.
A ciò si sono aggiunti quattro muri vincenti di squadra e due ace al servizio, elementi che hanno spezzato definitivamente l’equilibrio già nei primi scambi e costretto la Croazia a chiamare due time out per cercare di arginare l’emorragia di punti. La fase break, quella che spesso decide i set più equilibrati, è stata invece univoca: l’Italia ha allungato senza mai concedere il minimo spiraglio, approfittando anche di una serie di errori non forzati da parte croata che hanno reso il compito ancora più agevole.
Le scelte di Velasco e la risposta della panchina
Coach Julio Velasco, al debutto europeo dopo i successi iridati e olimpici che hanno reso questa generazione una delle più vincenti della storia della pallavolo italiana, ha schierato un sestetto senza sorprese ma con grande densità tecnica: Orro al palleggio, Egonu opposta, Danesi e Fahr al centro, Sylla e Antropova in banda e Fersino libero. Una formazione che già sulla carta appare di altissimo livello e che sul campo ha confermato le attese, giocando con scioltezza e senza quelle tensioni che spesso accompagnano le prime uscite in una competizione importante.
Nel corso del set, Velasco ha anche concesso spazio ad Adigwe, entrata al posto di Orro per dare respiro al reparto, e la risposta non è mancata: la squadra ha mantenuto l’intensità e chiuso l’assalto senza tentennamenti.
La Croazia, dal canto suo, ha provato a fare affidamento sulle sue giocatrici più esperte, come Samantha Fabris e la schiacciatrice Grbavica, entrambe fermate a due punti nel parziale, ma il muro italiano e la precisione in copertura hanno ridotto al minimo le loro incursioni, costringendo le croate a cercare soluzioni spesso irrazionali o forzate che si sono tradotte in errori.
I precedenti e il contesto del girone
Non è la prima volta che Italia e Croazia si incrociano in una manifestazione ufficiale, e il bilancio complessivo di 34 incontri sorride nettamente alle azzurre con 23 vittorie a fronte di 11 successi balcanici. Un dato che conferma una superiorità storica, ma che non toglie nulla al valore della prestazione odierna, considerato che la Croazia schiera comunque giocatrici di caratura internazionale e che in passato è stata capace di mettere in difficoltà l’Italia in più di un’occasione.
Il torneo, che si svolge dal 21 agosto fino al 6 settembre, vede la fase a gironi distribuita tra Turchia, Repubblica Ceca, Azerbaigian e Svezia, con le fasi finali che si disputeranno a Istanbul, Brno, Göteborg e Baku. L’Italia, inserita in un gruppo che presenta avversarie di diverso spessore, ha cominciato nel migliore dei modi il suo cammino verso quella che l’allenatore argentino e le sue giocatrici sperano possa essere la conquista del titolo continentale, l’unico trofeo che manca in una bacheca già ricca di allori recenti, dopo l’oro olimpico e il mondiale messi in cassaforte.
La partita di oggi era attesa non solo per il valore tecnico in sé, ma per testare la condizione atletica e la chimica di gruppo dopo i mesi di preparazione, e il primo set ha fornito risposte molto chiare sotto tutti gli aspetti.
Il calendario della prima giornata e le altre sfide
Oltre all’incontro dell’Italia, la giornata inaugurale degli Europei femminili propone un programma fitto di partite: tra le più attese, stasera alle 18 sarà la volta di Turchia-Lettonia, mentre nel corso della prima giornata scenderanno in campo anche nazionali del calibro di Francia e Serbia, pronte a iniziare il loro percorso nella rassegna continentale.
Per l’Italia, dopo il successo netto nel primo parziale, l’attenzione si sposta già sulle prossime gare del girone, dove la squadra di Velasco dovrà confermare la propria solidità e gestire le energie in vista di una competizione lunga e articolata, che prevede un turno di riposo e poi gli incroci con le altre formazioni del raggruppamento.
La diretta televisiva, affidata a Sky Sport e in particolare ai canali Sky Sport Uno e Sky Sport Arena, ha permesso al pubblico di seguire in tempo reale l’esordio delle campionesse in carica di mondiale e olimpioniche, e le impressioni raccolte fin qui sono più che positive, con un gruppo che sembra aver già ingranato la marcia giusta.
Resta da vedere come reagirà la Croazia nel secondo set, se saprà rialzare la testa e ridurre il divario o se l’Italia continuerà a imporre il suo gioco fatto di fisicità, precisione e una difesa che ha trasformato ogni attacco avversario in un’occasione per contrattaccare in velocità e chiudere il punto.
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