Fedez tra i giovani di Forza Italia: l’inatteso dialogo con Gasparri e la svolta sulla giustizia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre la politica italiana continua a interrogarsi sui propri equilibri, un incontro inaspettato ha acceso il dibattito: Fedez, ospite al congresso dei giovani di Forza Italia a Roma il 31 maggio, ha trasformato il palco in una tribuna per riflessioni che vanno oltre gli schieramenti. L’invito, voluto da Maurizio Gasparri e avallato da Antonio Tajani, non ha convinto tutti, soprattutto tra i veterani del partito, ma ha dimostrato quanto i confini tra cultura pop e istituzioni si siano assottigliati.
«Non rompetemi perché sono andato al congresso di Forza Italia», ha ribattuto il rapper, anticipando le critiche e chiarendo di averlo fatto «per i giovani». E proprio ai giovani si è rivolto, raccontando un retroscena inedito: durante la pandemia, Elon Musk avrebbe contattato lui invece dell’allora ministro Luigi Di Maio. «Si fidava di più», ha spiegato, senza approfondire i dettagli, ma lasciando intendere come certe dinamiche di fiducia trascendano i ruoli ufficiali.
Sul piano politico, Fedez ha definito «un’ottima notizia» la scelta di Beppe Sala di non ricandidarsi a sindaco di Milano, pur precisando che oggi non voterebbe. Ma è stata la sua presa di posizione sulla giustizia a sorprendere. Criticando l’uso delle intercettazioni, ha sposato la linea del governo: «Ho capito come si possa costruire una falsa narrazione, mistificare la realtà con una facilità incredibile». Un cambio di prospettiva maturato dopo l’esperienza personale nell’inchiesta sulla curva del Milan, che lo ha coinvolto senza portare a indagini. «Esiste un reato, quello della violazione del segreto istruttorio, dal quale non ci si riesce a difendere», ha aggiunto, raccogliendo l’applauso della platea.
Non sono mancati i riferimenti ai toni del dibattito pubblico. Pur riconoscendo a Michele Santoro di aver reso omaggio a Silvio Berlusconi durante una sua apparizione, ha attaccato Marco Travaglio per il libro postumo sul Cavaliere, promosso con video «in cui Berlusconi si alza e pulisce la sedia». Un’operazione, secondo lui, «inutile se non utile solo alle tasche di Travaglio».




