Raid Usa nel Pacifico e attacchi in Venezuela: la campagna di Trump contro il "narco-terrorismo"Corpo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una nuova operazione navale delle forze statunitensi nell'Oceano Pacifico orientale, come confermato dal Comando Sud attraverso un video diffuso sui social, ha portato all'uccisione di due individui a bordo di un'imbarcazione sospettata di traffico di stupefacenti, definiti senza mezzi termini "narco-terroristi" dalla macchina propagandistica di Washington. L'azione, che si inserisce in una strategia visibile e dichiarata, rappresenta il trentesimo intervento di questo genere dall'inizio di settembre, un dato che, se analizzato, porta il bilancio complessivo delle vittime ad almeno 107 unità: una cifra che, da sola, delinea i contorni di un'impostazione operativa particolarmente aggressiva e senza soluzione di continuità.

La pressione sul fronte venezuelano

Questa campagna, che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rafforzato in maniera decisa, ha il suo baricentro politico nell'accerchiamento e nella pressione costante esercitata sul governo di Nicolás Maduro in Venezuela, considerato dalla Casa Bianca non solo un regime autoritario ma anche un facilitatore attivo delle rotte della droga dirette verso il Nord America. L'obiettivo strategico, pertanto, va ben oltre il singolo sequestro di carichi illeciti o l'eliminazione di presunti corrieri, puntando a minare una delle fonti di sostentamento economico e di potere, reale o presunto, del chavismo al potere a Caracas.

L'evoluzione verso attacchi sul territorio

La strategia ha conosciuto una significativa, e potenzialmente destabilizzante, evoluzione con il primo attacco noto condotto su suolo venezuelano. Come rivelato dallo stesso Trump, all'inizio di dicembre la Central Intelligence Agency ha condotto un'azione mediante droni, colpendo una struttura portuale costiera identificata come punto di imbarco per le navi dei narcotrafficanti. "Abbiamo colpito l'area dove caricano le navi, la chiamano *implementation area*", ha dichiarato il presidente, precisando che non si sono registrate vittime poiché la zona era deserta al momento dell'attacco. Si tratta di un salto di qualità operativo che sposta l'azione dalle acque internazionali al territorio nazionale di uno stato sovrano, un passaggio che altera profondamente la natura del confronto.

Una strategia a tutto campo

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