Ue, De Meo “Sull’energia non bastano i proclami”
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Redazione Esteri
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A Strasburgo il dibattito sul caro energia si è intrecciato con le aspettative per il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, quando i capi di Stato e di governo torneranno a confrontarsi su competitività, Ucraina e quadro finanziario pluriennale.
L’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, intervenendo a margine del discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ha sintetizzato la posizione del suo gruppo con una battuta che suona come un avvertimento: «Bene l'attenzione, la preoccupazione per il caro energia, per la competitività, ma noi crediamo che ciò debba essere concretizzato e si debba abbandonare la fase dei proclami».
Una task force per gli acquisti congiunti
L’annuncio più rilevante arrivato dall’aula riguarda la creazione di una nuova task force per aggregare la domanda energetica e affidare a un operatore di mercato il compito di effettuare gli acquisti congiunti per conto degli Stati membri. «Vogliamo passare dal semplice incontro tra domanda e offerta all’aggregazione della domanda», ha spiegato von der Leyen, ricordando che un modello analogo era già stato sperimentato durante la crisi del gas russo, quando l’Unione riunì gli acquirenti europei per garantire le forniture necessarie.
I numeri della nuova emergenza
Alla base della proposta ci sono dati che delineano un quadro in peggioramento. Dall’inizio della guerra con l’Iran, i prezzi del gas sono aumentati del 140 per cento, quelli del diesel sono raddoppiati e le importazioni di combustibili fossili sono costate all’Europa 100 miliardi di euro in più, senza alcun aumento delle quantità di energia effettivamente disponibili.
Von der Leyen ha sottolineato come le famiglie fatichino a pagare le bollette e la situazione possa aggravarsi con l’avvicinarsi dell’inverno, quando la domanda di riscaldamento metterà sotto pressione scorte già ridotte.
Sostegni mirati e dialogo sulle raffinerie
Sul fronte degli aiuti, la Commissione ha escluso interventi generalizzati. «Il sostegno deve essere mirato: niente elargizioni a pioggia, poiché ciò farebbe aumentare la domanda, avvantaggerebbe i redditi più alti e comporterebbe costi enormi», ha affermato la presidente, indicando nei voucher energetici per le famiglie a basso reddito, già introdotti in Francia e Romania, il modello da seguire.
Parallelamente, Bruxelles ha annunciato l’avvio di un dialogo strategico sulle raffinerie europee, affidato ai commissari Jørgensen e Kubilius, con l’obiettivo di ridurre i costi e assicurare le forniture necessarie anche per la difesa.
La partita del prossimo bilancio
Il dibattito energetico si è intrecciato con il negoziato sul prossimo quadro finanziario pluriennale, che sarà sul tavolo del Consiglio europeo di metà ottobre insieme a difesa, allargamento e riforme. Von der Leyen ha avvertito che i tagli al bilancio UE rischierebbero di compromettere le priorità condivise, compresi gli investimenti necessari per l’indipendenza energetica, ricordando che nell’ultimo anno sono stati installati oltre 80 gigawatt di nuova capacità rinnovabile ma una quota sei volte superiore attende ancora di essere connessa alla rete.
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