Mamma Ninna e l’oro di Federica Brignone: una vittoria inseguita, finalmente conquistata
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Redazione Sport
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Lassù in tribuna, mamma Ninna ha vissuto ogni attimo con il fiato sospeso. Le guance dipinte con il tricolore, le dita incrociate in un gesto di speranza, ha evitato di guardare la gara sul maxischermo, limitandosi a osservare solo le ultime porte. Poi, l’attesa. Fino a quando non ha visto apparire la sua Federica al traguardo, con quel numero 1 sul tabellone che confermava l’agognato oro mondiale nel gigante. Un urlo di gioia, liberatorio, ha rotto il silenzio carico di tensione. Quell’oro, Federica Brignone lo aveva cercato, inseguito, sfiorato più volte, come pochi altri nella sua carriera. E finalmente, a Saalbach, è arrivato.
Federica, che già aveva dimostrato di essere una delle migliori sciatrici della sua generazione, ha chiuso la seconda manche alla terza porta, in una curva a sinistra che, fino a poco tempo fa, rappresentava il suo tallone d’Achille. Una piega tecnica, quella in compressione, dove era facile inclinarsi troppo e perdere il controllo. Ma ieri no. Ieri ha gestito la pressione di partire per ultima, con il miglior tempo della prima discesa e un ampio margine da difendere. Un ruolo da favorita, quello in cui si ha tutto da perdere e nulla da guadagnare, se non la conferma di essere la migliore. E lei, la "tigre" valdostana, non ha deluso.
Deborah Compagnoni, l’ultima italiana a vincere un titolo mondiale nel gigante nel lontano 1997 a Sestriere, non ha nascosto la sua commozione. “Adesso i Giochi, come me…”, ha commentato, lasciando intendere che il prossimo obiettivo per Federica siano le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Due regine del Circo Bianco, unite da un filo invisibile che lega le loro carriere straordinarie. Compagnoni, impegnata al festival di Sanremo per promuovere i Giochi, non ha mancato di esultare per la vittoria della sua erede ideale, una fuoriclasse che continua a regalare emozioni indelebili.
Ma Federica Brignone non è solo una campionessa sugli sci. La sua sensibilità verso temi ambientali, come la lotta contro l’inquinamento da plastica nei mari, la distingue anche fuori dalle piste. Una posizione diametralmente opposta a quella di chi, come Donald Trump, minimizza il problema. Eppure, per Federica, la sostenibilità non è una questione di opinioni, ma di azioni concrete. Una campagna generosa, portata avanti con determinazione, che dimostra come la sciatrice valdostana sia un esempio non solo nello sport, ma anche nella vita.




