Dua Lipa a Milano, tra pop globale e omaggio a Raffaella Carrà
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Da cosa si misura la grandezza di una popstar? Se lo chiedevano i 73.000 spettatori accorsi all’Ippodromo di Milano per l’unica data italiana del Radical Optimism Tour di Dua Lipa, inserita nel cartellone degli I-Days. La risposta, probabilmente, sta nella capacità di unire spettacolo e identità, trasformando un concerto in un manifesto generazionale. E la cantante britannico-kosovara, che ha aperto con Training Season – uno dei tormentoni del 2024 – indossando un body argentato e stivali strassati, ha dimostrato di aver fatto propria quella lezione.
Non è più la Dua Lipa esordiente del 2016, ma una figura ormai consolidata nel firmamento pop, che sa mescolare l’energia di Taylor Swift con la precisione coreografica di Beyoncé. Eppure, tra i momenti più sorprendenti della serata, c’è stato quello in cui ha abbandonato i suoi successi per omaggiare Raffaella Carrà con A far l’amore comincia tu. «Ciao Milano, come va stasera?», ha esordito in un italiano impeccabile, prima di lanciarsi nel brano iconico della Carrà, scatenando il coro unanime del pubblico. Una scelta non casuale: in ogni tappa del tour, la cantante dedica alla città ospite un pezzo legato alla sua tradizione musicale.
Tra il pubblico, Stefano De Martino ha immortalato l’omaggio nelle sue storie social, contribuendo a diffondere il momento virale. Ma al di là dei dettagli glamour – le calze a rete, le coreografie impeccabili – ciò che colpisce è la metamorfosi di un’artista che, pur radicata nel pop globale, non dimentica il tributo alle radici culturali locali. Un equilibrio che pochi sanno gestire, e che conferma come il live, oggi più che mai, sia il termometro di un’epoca.




