La Fiorentina travolge il Polissya in Conference League, ma l’esordio di Kean finisce in rosso
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Redazione Sport
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In un campo neutro in Slovacchia, la Fiorentina ha liquidato con autorevolezza la pratica Polissya Žytomyr, vincendo per 0-3 nell’andata dei playoff di Conference League e ponendo così solide basi per l’accesso alla fase a gironi. La squadra di Stefano Pioli, che affrontava la sua prima partita ufficiale della stagione, ha imposto il proprio ritmo fin dalle battute iniziali, dimostrando una concentrazione e una determinazione che hanno subito messo in difficoltà gli avversari ucraini.
Il vantaggio iniziale, arrivato in modo fortunato ma non immeritato, ha spezzato la resistenza avversaria: un tiro di M’Bala Nzola si è insaccato in rete dopo aver colpito la schiena del portiere, segnando di fatto un autogol. Un episodio che, se da un lato ha premiato l’iniziativa viola, dall’altro ha confermato la superiorità tattica di una formazione che non ha mai perso il controllo del gioco.
La serata, tuttavia, è stata funestata da un episodio spiacevole al 44° del primo tempo, quando Moise Kean è stato espulso con un cartellino rosso diretto. L’attaccante, reduce da un fallo particolarmente scorretto subito da dietro – durante il quale un calciatore avversario gli ha tirato i capelli – ha reagito con una gomitata istintiva, seppur non violenta, a pochi metri dall’arbitro. Il direttore di gara, dopo un attimo di esitazione, non ha avuto alternative e lo ha allontanato dal campo.
Pioli, intervistato a fine partita, ha commentato l’accaduto con equilibrio, riconoscendo l’errore del suo giocatore ma sottolineando come anche il provocatore avrebbe meritato una sanzione: «Kean ha sbagliato, ma anche l’altro andava punito». Il tecnico ha poi espresso soddisfazione per la prestazione complessiva, dedicando parole di elogio a De Gea e Gudmundsson, definiti centrali nel progetto della squadra.




