Isa 2025, scattano i nuovi controlli: lettere di compliance in arrivo per le partite Iva

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento pubblicato il 14 luglio 2026, ha definito le modalità di invio delle lettere di compliance per i contribuenti che presentano anomalie negli Indici di Affidabilità Fiscale (ISA) relative al periodo d’imposta 2024. La circolare 4/E del 6 luglio 2026 aveva già illustrato il quadro normativo, ma ora si entra nella fase operativa con le comunicazioni ufficiali che saranno recapitate a professionisti e imprese prima della pausa estiva, secondo quanto riportato dal provvedimento.

Le verifiche riguarderanno le dichiarazioni dei redditi presentate nel 2025, con un focus particolare sulle partite IVA che hanno evidenziato incongruenze nei dati dichiarati. L’obiettivo, come emerge dal documento dell’Agenzia, è quello di garantire un maggiore allineamento tra quanto dichiarato e quanto effettivamente riscontrato attraverso i parametri ISA, che rappresentano un elemento sempre più centrale nel sistema di controlli fiscali.

Provvedimento 208057 del 14 luglio: cosa cambia per i contribuenti

Il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, che ha ufficialmente dato il via alla nuova ondata di controlli, stabilisce che le comunicazioni di anomalia saranno consultabili direttamente nel Cassetto fiscale di ciascun contribuente. Un dettaglio non trascurabile riguarda il canale di notifica: email e PEC, infatti, avranno esclusivamente una funzione di avviso, senza riportare il dettaglio delle incongruenze riscontrate. In questo modo, l’Agenzia intende tutelare la riservatezza dei dati, indirizzando il contribuente verso il canale ufficiale per un approfondimento completo.

La scelta operata, che si inserisce nel solco della digitalizzazione dei rapporti con il Fisco, punta a rendere più efficiente il processo di comunicazione, evitando che informazioni sensibili possano essere intercettate o fraintese in fase di primo contatto.

Le anomalie ISA e la gestione delle incongruenze dichiarative

Il cuore del provvedimento risiede nell’individuazione delle anomalie ISA, ovvero quelle situazioni in cui i dati dichiarati dal contribuente non risultano coerenti con i parametri di affidabilità calcolati dall’Agenzia. Si tratta, in buona sostanza, di uno strumento che consente al Fisco di intercettare potenziali irregolarità, richiamando l’attenzione del contribuente su aspetti che potrebbero aver generato un punteggio ISA non pienamente giustificato.

Le lettere di compliance, come quelle annunciate per il periodo estivo, rappresentano il primo passo di un iter che può portare, qualora la situazione non venga regolarizzata, a controlli più approfonditi. La circolare 4/E, nel suo dettaglio, aveva già evidenziato l’importanza della fedeltà dei dati dichiarati per il corretto funzionamento del sistema, un principio che ora viene messo in pratica con l’invio delle comunicazioni.

La complessa convivenza tra ISA e Concordato Preventivo Biennale

A complicare il quadro, come sottolineato anche in diversi focus operativi dedicati ai professionisti del settore, è la contemporanea gestione degli ISA con il Concordato Preventivo Biennale (CPB). Quest’ultimo, giunto alla sua terza edizione, impone agli studi professionali un’attività di raccordo su due binari: la definizione delle imposte per chi ha già aderito e la valutazione delle nuove proposte per il biennio 2026-2027.

In questo contesto, l’invio delle lettere di compliance sugli ISA 2025 aggiunge un ulteriore livello di complessità, imponendo una verifica scrupolosa dei dati che hanno portato alla formulazione del punteggio. Il messaggio che emerge, dalle disposizioni dell’Agenzia, è che la strada verso un fisco più collaborativo passa necessariamente attraverso una maggiore precisione e trasparenza dichiarativa, elementi che diventano cruciali soprattutto in un periodo di profonda trasformazione normativa come quello che stiamo vivendo.

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