Elon Musk e Donald Trump, la guerra che scuote l’America tra ricatti e sospetti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Che la faida tra Elon Musk e Donald Trump non sia una semplice scaramuccia da social è ormai chiaro. La minaccia di un nuovo partito, “The America Party”, lanciata dall’imprenditore più ricco del mondo, suona come un ricatto politico, una ritorsione dopo gli insulti ricevuti dal presidente degli Stati Uniti. Dietro lo scontro personale, però, si intravedono divergenze più profonde: visioni opposte del potere, interessi economici in gioco e una lotta per il controllo del consenso.
Non è un caso che la rottura tra i due sia esplosa dopo le dichiarazioni di un ex funzionario del Dipartimento per l’Efficienza del governo, secondo cui Trump comparirebbe nei file riservati di Jeffrey Epstein. Un’ipotesi che, se confermata, potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Musk, da parte sua, ha reagito con sondaggi su X e post velenosi, trasformando la polemica in uno spettacolo mediatico. E mentre Stephen King ironizza sulla “telenovela digitale”, c’è chi sospetta che tutto sia una messinscena, una strategia per distrarre l’opinione pubblica.
Ma gli effetti sono reali. Lo scontro ha già costretto i big della Silicon Valley a schierarsi, con ripercussioni immediate sui mercati: Tesla ha perso oltre 150 miliardi di dollari in borsa. E non è finita qui. Poche settimane fa, Musk sarebbe arrivato alle mani con Scott Bessent, segretario al Tesoro, per una nomina governativa contestata. Un episodio che dimostra quanto la tensione sia ormai sfuggita al controllo.




