La guerra in Ucraina: un bilancio dopo due anni
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Redazione Esteri
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Il secondo anniversario della guerra in Ucraina segna un punto di svolta. L'ottimismo che pervadeva l'esercito di Kiev e le cancellerie occidentali solo sei mesi fa è svanito. Il presidente Volodymyr Zelensky, che una volta sperava in una controffensiva di successo, ora si concentra sul rafforzamento delle difese.
L'avanzata dell'esercito russo
L'esercito russo sta avanzando. Dopo aver conquistato Avdiivka, nell'oblast di Donetsk, le forze di Vladimir Putin stanno cercando di riprendere Robotyne. Quest'ultima è l'unica area nell'oblast di Zaporizhzhia dove gli ucraini avevano ottenuto un successo tangibile durante l'estate.
La resistenza ucraina e le sue sfide
La resistenza ucraina potrebbe durare fino alla fine della primavera, ma le risorse scarseggiano. Mancano munizioni, droni e missili antiaerei. Ogni giorno, la Russia lancia in media 10.000 cannonate di grosso calibro, mentre l'Ucraina risponde con meno di 2.000. I soldati e gli ufficiali di Kiev ammettono: "I nemici sparano molto più di noi, non possiamo più avanzare e difenderci è sempre più difficile".
La necessità di armamenti e soldati
Vincere il conflitto senza avere né armamenti né soldati è un'ipocrisia. Sebbene sia nobile essere commossi per la sorte dell'Ucraina, bisogna guardare ai freddi numeri: Kiev non potrà mai vincere perché non dispone di abbastanza uomini e fucili per respingere l'invasione. Per fare la guerra, oltre alle armi, ci vogliono i soldati. Ma se entrambi scarseggiano, l'esito del conflitto sembra già deciso.




