Torino-Alcione Milano 1-0, Kulenovic non sbaglia dal dischetto ma il test lascia qualche ombra

Torino-Alcione Milano 1-0, Kulenovic non sbaglia dal dischetto ma il test lascia qualche ombra
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non ci si aspettava un'altra goleada, quello è chiaro. Eppure, nell'aria fresca di Pinzolo, aleggiava forse la curiosità di vedere un Toro più sciolto, più brillante, capace di travolgere con la stessa disinvoltura un avversario di ben altra caratura rispetto ai dilettanti del Pinzolo Valrendena. Invece, la seconda uscita estiva dei granata ha assunto i contorni di una partita vera, sudata, con un punteggio striminzito e qualche brivido di troppo per i quattrocento tifosi accorsi sugli spalti.

Alla fine, è stato un rigore trasformato da Sandro Kulenovic a regalare il successo per 1-0 contro l'Alcione Milano, formazione di Serie C guidata da Giovanni Cusatis, ma la prestazione ha sollevato più di un interrogativo sullo stato di forma della squadra e sull'interpretazione tattica voluta dal tecnico Ignazio Abate.

Un test dal valore diverso e i segnali di una preparazione in salita

La differenza tra il primo test amichevole e questo era evidente fin dal fischio d'inizio. Se contro i locali del Pinzolo era stato un allenamento a senso unico, una passerella finita tredici a zero, contro l'Alcione il Toro ha dovuto fare i conti con un avversario organizzato, che ha chiuso bene gli spazi e ha provato a colpire in ripartenza. La mole di gioco granata c'è stata, ma è mancata quella brillantezza e quella rapidità di esecuzione che fanno la differenza contro difese chiuse.

Il mister Abate, in questa occasione, ha dosato le sostituzioni in maniera differente, alzando il minutaggio dei suoi uomini per cominciare a caricare le gambe in vista dell'inizio del campionato. Un carico di lavoro che, verosimilmente, ha pesato sulle prestazioni di alcuni giocatori, apparsi meno reattivi e più compassati nel corso del match.

Kulenovic, il bomber di giornata e l'occasione di Miculi

Il nome che risuona più forte a Pinzolo, ormai da due settimane, è quello di Sandro Kulenovic. L'attaccante, subentrato come ormai di consueto nella ripresa, ha timbrato il cartellino per la quinta volta in queste due amichevoli. Dopo i quattro sigilli rifilati al Pinzolo, ieri è stato lui a presentarsi sul dischetto per trasformare il penalty che ha deciso la contesa. Un freddezza che non è passata inosservata e che lo proietta come uno dei protagonisti di questa estate granata.

Ma il vantaggio era stato preparato da un'azione che aveva visto il palo colpito da Miculi ad inizio secondo tempo, un episodio che aveva già messo in allarme la retroguardia dell'Alcione. Il giovane centrocampista, entrato con la voglia di farsi notare, ha sfiorato il gol con un tiro che ha fatto tremare la traversa, prima del fallo da rigore che ha permesso a Kulenovic di firmare la vittoria.

Luongo si prende la scena, Ilic e Gineitis deludono

Tra le note positive dell'incontro spicca senza dubbio la prova di Luongo. Il centrocampista, titolare per la seconda gara consecutiva, sta sfruttando al massimo le opportunità concesse da Abate per convincere e guadagnarsi un posto da protagonista. La sua capacità di dettare i tempi e di oscurare i compagni di reparto è stata evidente, tanto da mettere in ombra le prestazioni opache di Ilic e Gineitis.

Proprio il centrocampista serbo e il suo collega, infatti, sono apparsi in calo, non riuscendo a incidere come ci si aspetterebbe da loro e faticando a trovare la giusta sintonia con il resto della squadra.

L'asticella si alza e il Toro deve rispondere

Se la prima uscita era servita solo per rompere il ghiaccio e prendere confidenza con il pallone, questo test contro l'Alcione ha rappresentato il primo vero scoglio dell'estate. La prestazione, seppur vittoriosa, ha messo in luce alcune lacune che il tecnico dovrà limare nelle prossime settimane. L'Alcione, va detto, è una squadra che milita in Serie C e che ha dimostrato di avere le idee chiare, ma per il Torino, che ambisce a ben altri palcoscenici, la prestazione offerta non è stata completamente convincente.

L'idea di un calcio propositivo e veloce, che Abate sta cercando di inculcare, ha trovato un ostacolo nella compattezza avversaria e forse nella stanchezza accumulata dai suoi giocatori. Il carico di lavoro imposto è elevato e le gambe, comprensibilmente, iniziano a sentire il peso degli allenamenti. Il fatto che il gol vittoria sia arrivato su rigore, e non da azione manovrata, è un segnale che il reparto offensivo deve ancora carburare.

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