Il processo per violenza sessuale coinvolge Ciro Grillo e Francesco Corsiglia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il processo per violenza sessuale di gruppo che coinvolge Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, e i suoi tre amici genovesi, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, è in corso. Corsiglia, l'unico dei quattro imputati ad aver accettato di rispondere alle domande in aula, ha negato ogni accusa.

La difesa di Corsiglia

Francesco Corsiglia, accusato di stupro, ha risposto a tutte le domande poste dal pubblico ministero Gregorio Capasso, dagli avvocati di parte civile e dalla difesa. Ha affermato di aver avuto un rapporto sessuale consenziente con la presunta vittima, identificata con il nome di fantasia Silvia. Ha inoltre negato di sapere nulla riguardo all'accusa di violenza sessuale di gruppo, sostenendo di essere stato addormentato al momento dei fatti.

Le dichiarazioni dell'avvocato

Antonella Cuccureddu, l'avvocato di Corsiglia, ha ribadito le dichiarazioni del suo assistito all'uscita dal tribunale. Secondo Cuccureddu, Corsiglia ha chiarito ogni aspetto della vicenda e ha sempre sostenuto di aver avuto un rapporto consenziente con la ragazza, anzi, stimolato da lei.

Ulteriori dettagli

Durante l'interrogatorio, a Corsiglia sono state fatte alcune domande specifiche, tra cui se avesse mai cercato su Google le parole "striscia di cocaina". Corsiglia ha risposto affermativamente, ma ha negato di fare uso di cocaina. Ha inoltre ammesso di aver guardato filmati pornografici e di aver scherzato a riguardo. Al ragazzo sono state mostrate delle foto con un cane "ubriaco" e una persona che fa bere un'altra con un imbuto in bocca.

Il processo continua e si attendono ulteriori sviluppi.

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