Meloni riunisce la maggioranza prima del Vertice di Parigi, Bonaccini critica: "Incoerenza sulla Ucraina"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   In vista del Vertice sulla pace e la sicurezza dell’Ucraina, che si terrà domani a Parigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato un vertice di governo a Palazzo Chigi, riunendo i principali esponenti della maggioranza, tra cui Antonio Tajani, Matteo Salvini e Guido Crosetto. L’obiettivo era chiarire la posizione italiana in un contesto internazionale sempre più complesso, segnato dalle recenti evoluzioni della politica estera statunitense.

Durante l’incontro, è stato ribadito che l’Italia non prevede di partecipare a una forza militare sul terreno in Ucraina, pur mantenendo il proprio sostegno alle garanzie di sicurezza euroatlantiche e al ruolo delle Nazioni Unite per favorire un cessate il fuoco. La nota ufficiale, diffusa al termine della riunione, sottolinea l’impegno a collaborare con gli alleati occidentali, ispirandosi ai principi dell’articolo 5 del Trattato di Washington, senza però coinvolgere direttamente truppe italiane.

A criticare la linea del governo è stato Stefano Bonaccini, presidente del Pd ed europarlamentare, che in un’intervista a Metropolis ha definito Meloni «incoerente» nella gestione del dossier ucraino. «Mentre non ho condiviso quasi nulla di quello che ha fatto sul piano interno, in politica estera il governo si era mosso bene, perché sull’Ucraina aveva tenuto una posizione seria», ha affermato Bonaccini. «Il problema è che da quando è arrivato Trump siamo al "vorrei ma non posso"», ha aggiunto, alludendo a un presunto indebolimento della determinazione italiana sotto l’influenza delle nuove posizioni americane.

La posizione ufficiale di Palazzo Chigi, tuttavia, non sembra lasciare spazio a interpretazioni: l’Italia continuerà a sostenere Kiev attraverso mezzi diplomatici e strategici, evitando però un coinvolgimento militare diretto. Il Vertice di Parigi rappresenterà dunque un banco di prova per verificare quanto questa linea trovi convergenza con gli altri partner occidentali, in particolare con la Francia, che ha spesso spinto per un approccio più incisivo.

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