L’Uomo Ragno si lancia nel futuro: il primo sguardo a “Brand New Day” e l’inedito lancio del trailer
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’attesa per il ritorno di Spider-Man sul grande schermo si arricchisce di un capitolo che si preannuncia spartiacque, e le prime immagini diffuse, seppur frammentarie, bastano a delineare i contorni di una svolta narrativa sostanziale. Con “Spider-Man: Brand New Day”, previsto nelle sale italiane il 31 luglio, Tom Holland riprende il mantello dell’Uomo Ragno in quello che non è solo il quarto film della saga con il suo volto, ma anche il primo atto di una nuova trilogia pensata per esplorare le conseguenze degli eventi sconvolgenti di “No Way Home”. La strategia di avvicinamento al film, per stessa ammissione del protagonista, si configura come un tentativo di coinvolgimento totale della base di fan, con una modalità che non ha precedenti nella storia recente del franchise.
L’iniziativa, annunciata direttamente da Holland attraverso i suoi canali social, prevede che il trailer ufficiale, in uscita nella giornata del 18 marzo, venga letteralmente “costruito” pezzo dopo pezzo grazie alla collaborazione di appassionati selezionati in diverse parti del globo. È un meccanismo che ribalta la logica tradizionale della promozione cinematografica, trasformando l’attesa in un evento partecipato e collettivo. La prima di queste clip, già diffusa, mostra una sequenza volutamente criptica ma densa di significato: l’Uomo Ragno, nell’atto di salvarsi e di salvare un altro personaggio volteggiando tra i grattacieli di New York, viene accompagnato da una voce fuori campo che sussurra la parola “rinascita”. Un termine che, lungi dall’essere casuale, sembra voler suggellare il passaggio di Peter Parker verso una fase inedita della sua doppia vita.
Ad avvalorare l’ipotesi di un profondo rinnovamento del personaggio contribuiscono le informazioni emerse circa l’ambientazione temporale del film. Secondo quanto riportato, “Brand New Day” si collocherebbe a quattro anni di distanza dalla conclusione di “No Way Home”, un salto in avanti che permette di presentare un Peter Parker ormai prossimo ai venticinque anni. Lo si descrive come un eroe “al top della sua forma”, che ha pienamente abbracciato l’anonimato imposto dalla fine del film precedente – quando un sortilegio cancellò ogni memoria pubblica della sua identità – e che ora pattuglia New York come un vigilante solitario, più maturo e consapevole, ma anche più isolato che mai. Questo nuovo status quo, suggeriscono le prime indiscrezioni, verrà però messo in discussione da un’indagine complessa, una serie di crimini anomali che lo costringeranno a fare i conti con gli spettri del suo passato.
Parallelamente alla costruzione di questa nuova mitologia, si infittisce il mosaico del cast, che accanto ai volti noti dell’universo Marvel ne introduce di nuovi e di assolutamente inediti per le dinamiche dell’Uomo Ragno. Al fianco di Zendaya e Jacob Batalon, reduci dalle precedenti avventure, troviamo Jon Bernthal nei panni del Punitore e Mark Ruffalo in quelli di Hulk, due figure che ampliano il raggio d’azione del racconto verso orizzonti più cupi e complessi. La loro presenza, peraltro, alimenta le speculazioni su possibili incroci con le trame dei futuri film degli Avengers, in un intreccio che la Marvel sta evidentemente tessendo con cura. E poi c’è lei, Sadie Sink, il cui ruolo è ancora avvolto nel più fitto mistero nonostante le incessanti speculazioni dei fan, a testimonianza di una volontà precisa di preservare sorprese per il momento della visione.




