Il Piccolo Lucio lo aveva detto: God save la dieta mediterranea

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Forse ci si poteva arrivare un po' prima. Con un indizio culturale vecchio quindici anni, quando Il Piccolo Lucio, giovanissimo cantante della scena young-neomelodica partenopea, incantò il mondo con il suo inno dionisiaco al piacere del cibo industriale, "A me me piace 'a Nutella". "A me me piace 'a Nutell, ò gelat' ca' pann', e merendine in quantità" cantava Lucio Vario, anticipando con intuito la tendenza alimentare del poca qualità e molta quantità che avremmo poi inquadrato nella cornice semantica del food porn.

Quella canzone, pubblicata su Youtube nel 2011 con un video amatoriale, divenne ben presto un tormentone, accumulando milioni di visualizzazioni e trasformando il ragazzino di Poggioreale in un fenomeno virale destinato a restare nell'immaginario collettivo.

Obesità infantile, la Bbc accusa: "A Ponticelli record europeo"

Oggi, quelle parole risuonano come un'inquietante profezia. Il 60% dei bambini di Ponticelli ha problemi di obesità, un dato che pone il quartiere dell'area orientale di Napoli ai vertici europei in questa poco lusinghiera classifica. Già Napoli, secondo i dati di "Okkioallasalute", detiene il primato nazionale con oltre il 43% di minori con eccesso ponderale e il 6% che versa in stato di obesità grave. Ma nel quartiere orientale la situazione è ancora più complessa.

A lanciare l'allarme è questa volta addirittura la Bbc, con un servizio della giornalista Sofia Bettiza, inviata del Bbc world service sulla salute globale, che ha acceso i riflettori su un'emergenza che da decenni riguarda il nostro paese.

La Bbc ha ragione sulla dieta dei bambini italiani, ma...

La Bbc ha ragione: l'Italia ha un grave problema di obesità infantile e i numeri, soprattutto in Campania, non possono essere ignorati. Tuttavia, c'è un grande "ma". Indicare - soprattutto - pizza, pasta e pane come emblemi di questa emergenza rischia di generare un cortocircuito informativo, facendo apparire dannosi alimenti che, se consumati nelle quantità corrette e all'interno di una dieta equilibrata, non soltanto non rappresentano il problema, ma possono contribuire a un'alimentazione sana.

L'articolo pubblicato due giorni fa dall'emittente pubblica britannica, dal titolo "Pizza, pasta, potatoes, protein - how Italian children became so overweight", descriveva dati alla mano come l'Italia, "per decenni considerata un modello di alimentazione sana", oggi conti un numero crescente di bambini e adolescenti che convivono con l'obesità.

Pastai Unionfood a Bbc: pasta non è causa obesità infantile, no semplificazioni

La replica del comparto produttivo non si è fatta attendere. I pastai di Unione italiana food hanno preso posizione contro l'articolo pubblicato dalla Bbc, ritenendo "importante riportare il dibattito su un piano rigorosamente scientifico". La loro posizione è chiara: additare la pasta come causa dell'obesità è una semplificazione che non tiene conto delle porzioni e del contesto generale dell'alimentazione.

La dieta mediterranea, di cui la pasta è un pilastro, è riconosciuta come uno dei regimi alimentari più sani al mondo; il problema, piuttosto, risiede nell'abbandono di questo modello a favore di cibi ultra-processati, ricchi di zuccheri e grassi, esattamente quelli che Il Piccolo Lucio elencava con ingenua sincerità nel suo tormentone: merendine, maionese, ketchup, panzerotti e pizza abbinata alla Coca-Cola.

Se da un lato il servizio della Bbc ha il merito di richiamare l'attenzione su un'emergenza sanitaria reale, dall'altro rischia di banalizzare un problema complesso, che affonda le radici in fattori socio-economici e culturali. La canzone di Lucio Vario non era solo un simpatico jingle, ma lo specchio di una deriva culturale che ha progressivamente sostituito la tradizione culinaria con il cibo-spazzatura.

Oggi, a distanza di anni, quei versi diventano involontariamente la colonna sonora di un'Italia che fatica a riconoscersi nel suo stesso patrimonio gastronomico, mentre istituzioni e associazioni di categoria cercano di difendere la qualità della produzione nazionale da accuse che, seppur parzialmente fondate nell'osservare il fenomeno, sbagliano bersaglio nell'individuarne le cause.

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