Sinner travolge Fils e vola in finale a Madrid: è il più giovane di sempre tra i finalisti di tutti i masters 1000
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Redazione Sport
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Sulla terra rossa della Caja Magica, che già aveva regalato epopee a Rafael Nadal, l’attuale numero uno del mondo ha deciso di scrivere un’altra pagina di storia recente. Jannik Sinner, impiegando meno di un’ora e mezza – sessantacinque minuti per la precisione, una frazione di tempo quasi imbarazzante per un semifinale di questo livello – ha liquidato Arthur Fils, 21esima testa di serie, con il punteggio di 6-2, 6. Un risultato netto, costruito senza mai concedere una palla break all’avversario, che proietta l’altoatesino nell’atto conclusivo del “Mutua Madrid Open”, quarto Masters 1000 stagionale e torneo dal montepremi complessivo di 8.235.540 euro.
L’avvio sensazionale e il doppio break che chiude il primo set
Fin dalle prime battute, l’inerzia del match è parsa segnata da un divario tecnico e psicologico incolmabile. Sinner, che ormai da più di un anno si muove sulla scia della sua ascesa al vertice del ranking, ha operato un inizio sensazionale: due break consecutivi ai danni di Fils, numero 25 del ranking Atp, che hanno subito indirizzato il primo parziale sul 4. Il francese, dal canto suo, ha provato a reagire variando il ritmo con qualche discesa a rete, ma la risposta dell’azzurro – fluida, profonda, priva di sbavature – ha vanificato ogni tentativo di rientro. Quel 6-2 iniziale è stato un manifesto di autorità, non una semplice formalità.
Il ventisettesimo successo consecutivo in un 1000 e un record generazionale
Con questa vittoria – la ventisettesima consecutiva in un torneo della categoria Masters 1000 – Sinner ha staccato il biglietto per la finale, dove troverà Alexander Zverev. E proprio i numeri, a volte freddi ma stavolta eloquenti, raccontano l’eccezionalità del momento: a ventiquattro anni compiuti da pochi mesi, l’italiano è diventato il più giovane tennista di sempre ad aver raggiunto almeno una finale in tutti i nove tornei del circuito che contano (Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid, Roma, Canada, Cincinnati, Shanghai e Parigi-Bercy). Un primato che nemmeno i cosiddetti “Fab Four” avevano centrato in così tenera età: Novak Djokovic vi riuscì a venticinque anni, Rafael Nadal a ventisette, Roger Federer a trenta. Una progressione, la sua, che sembra ignorare i tradizionali tempi di apprendimento sulla terra battuta.
Un secondo set gestito senza affanni nonostante l’orgoglio di Fils
Nel secondo parziale, Arthur Fils ha alzato il proprio livello, provando a rimanere agganciato al punteggio con un servizio più incisivo e qualche accelerazione di dritto. Ma Sinner, pur senza concedere emozioni particolari al pubblico spagnolo, ha trovato il break decisivo nel corso del quinto gioco, e l’ha difeso con la consueta lucidità nei momenti cruciali. Nessuna palla break concessa, si diceva. Nemmeno un’incertezza nei cambi di direzione, dove il rovescio dell’azzurro – oggetto di video virali in queste ore per la sua efficacia – ha fatto la differenza. Il 6-4 finale ha sancito l’ennesima dimostrazione di solidità per un giocatore che, sulla scia di questo filotto di successi, si prepara ad affrontare la sfida più importante della settimana madrilena.




