Nazionale, il sogno di Malagò si chiama Paolo Maldini: pressing e ottimismo per il dopo-Spalletti

Nazionale, il sogno di Malagò si chiama Paolo Maldini: pressing e ottimismo per il dopo-Spalletti
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il nuovo corso della Federcalcio italiana passa da un nome che per decenni ha rappresentato l'eccellenza del calcio mondiale. Mentre l'Italia cerca di rialzarsi dopo l'ultima deludente uscita, Giovanni Malagò, da poco insediatosi alla presidenza della FIGC, ha messo nel mirino un obiettivo ambizioso per ridisegnare il futuro della Nazionale: portare Paolo Maldini a vestire un ruolo chiave all'interno del Club Italia.

Il pressing del numero uno del calcio italiano su quello che è stato uno dei difensori più forti di tutti i tempi e, più recentemente, dirigente del Milan, è diventato un vero e proprio tormentone, alimentato dalle ultime indiscrezioni del noto esperto di calciomercato Fabrizio Romano.

Il pressing di Malagò: "Maldini priorità assoluta"

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il pensiero di Giovanni Malagò è chiaro e costante: il nome di Paolo Maldini rimane un sogno vivo per la panchina azzurra e per il vertice tecnico della Nazionale. Non c'è ancora un accordo ufficiale né un'intesa formalizzata, ma le valutazioni da parte dei vertici federali proseguono incessantemente.

Quello che emerge con forza è il desiderio personale del presidente, che considera l'arrivo di Maldini una priorità assoluta, un'operazione a cui tiene veramente tanto, quasi come fosse un sogno da realizzare per dare una nuova impronta alla rappresentativa italiana.

Malagò stesso, nel corso delle sue ultime dichiarazioni, ha tracciato la tempistica per la definizione degli incarichi, gettando ulteriore benzina sul fuoco delle speculazioni. La sua deadline è molto stretta: tutto il quadro relativo al direttore tecnico e al commissario tecnico della Nazionale dovrebbe essere chiuso nell'arco di una settimana. Una precisazione non secondaria riguarda anche il ruolo del team manager e del direttore tecnico per il Club Italia.

Il presidente ha tenuto a sottolineare di non aver ancora parlato telefonicamente né incontrato né contrattato con nessuna persona fino a quel momento. La sua strategia è precisa: ha deciso di attendere che si chiuda la casella del direttore tecnico, un ruolo che potrebbe essere abbinato a quello del presidente del Club Italia, data la similarità delle competenze richieste.

L'asse Conte-Maldini: due piani per la rinascita azzurra

Il nome di Antonio Conte si intreccia inevitabilmente con il progetto di rinascita della Nazionale. Dopo l'esperienza del biennio 2014-2016, la figura di Conte viene vista come l'ideale per ridare carisma e compattezza a un gruppo che ha perso smalto. La sensazione è che il via libera per un ritorno sulla panchina azzurra sia solo una questione di ore, di alcune riflessioni e di qualche ultima telefonata.

Il primo consiglio federale del nuovo governo del calcio italiano ha messo nero su bianco ciò che nell'aria già circolava da tempo: serve un ct esperto e carismatico come fu Conte, capace di trasmettere il suo pensiero in modo rapido e di programmare una rinascita senza dover ricorrere a strappi traumatici.

In questo quadro, Paolo Maldini sembra rappresentare il tassello complementare per un progetto tecnico a tutto tondo. L'ottimismo riguardo a un suo possibile sì è in crescita, e si parla di due piani distinti che coinvolgerebbero sia Conte come commissario tecnico sia Maldini in un ruolo di vertice, con il possibile coinvolgimento di Beppe Marotta come regista dell'operazione. Antonio Conte, dal canto suo, avrebbe già messo in stand by tutte le altre proposte ricevute da club, aspettando con fiducia la chiamata della Nazionale.

Un segnale inequivocabile che l'ex allenatore dell'Inter e della Juventus considera la panchina azzurra la priorità assoluta del suo futuro professionale.

Scenario federale: nuovi vicepresidenti e iscrizioni ai campionati

La prima settimana di lavoro di Giovanni Malagò non è stata un mercoledì qualunque, non solo per il pressing su Maldini. Nel corso del suo primo Consiglio Federale, sono stati eletti i due vicepresidenti: Ezio Simonelli nel ruolo di vicario e Umberto Calcagno. Un dato, quest'ultimo, che sottolinea la volontà di rinnovamento e di equilibrio all'interno dei vertici federali.

A ciò si aggiunge un altro aspetto significativo, sottolineato con orgoglio dallo stesso Malagò: per la prima volta dopo tanti anni, nessuna squadra professionistica ha mancato i requisiti necessari per l'iscrizione al prossimo campionato. Un segnale di salute e di normalità amministrativa che fa da contraltare alla fermento e alle grandi manovre per il rilancio tecnico della Nazionale.

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