Italia, Malagò fissa la deadline: "Dt e ct entro una settimana". Maldini verso il sì
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Redazione Sport
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La riorganizzazione tecnica della Nazionale italiana entra nel vivo. Nel corso della conferenza stampa successiva al primo Consiglio federale della sua gestione, il presidente della Figc Giovanni Malagò ha dettato i tempi per le nomine che più di ogni altra cosa terranno banco nel calcio italiano nelle prossime ore: direttore tecnico e commissario tecnico saranno scelti entro i prossimi sette giorni. "Il tema del direttore tecnico e del ct è urgentissimo ed è tutto a cascata", ha spiegato Malagò, che ha poi ribadito il suo modus operandi, improntato a una separazione netta tra le due scelte.
"Posso ribadire che non ho parlato al telefono né ho visto né ho contrattato con nessuna persona fino adesso. Mi sono imposto che questo debba avvenire solo dopo che si è chiusa la casella del dt".
L'asse prioritario: prima il dt, poi il ct
La priorità assoluta, dunque, è la definizione del nuovo direttore tecnico, figura che secondo i piani del presidente federale potrebbe anche assorbire il ruolo di presidente del Club Italia, vista la sovrapposizione di competenze. È su questo fronte che si concentrano le attese maggiori, con il nome di Paolo Maldini che emerge con insistenza come candidato principale. Le ultime indiscrezioni, riprese da diverse testate, parlano di un'apertura dell'ex capitano del Milan, che starebbe seriamente valutando la proposta della Federazione dopo un primo momento di titubanza.
Secondo quanto riportato, non ci sarebbe ancora un "sì" definitivo, ma i segnali sarebbero in netta evoluzione, tanto da far crescere le quotazioni di un suo possibile ingresso nell'organigramma azzurro.
Il pressing su Maldini e il doppio ruolo
L'operazione Maldini, per come è stata tratteggiata, rappresenterebbe un investimento importante su più livelli. L'obiettivo di Malagò sarebbe quello di affidargli un ruolo di vertice e di coordinamento dell'intera area tecnica, un incarico che andrebbe ben oltre la semplice supervisione della Nazionale maggiore e si estenderebbe alla gestione delle giovanili e del settore tecnico federale.
La soluzione più gettonata, e che spiegherebbe il prolungato silenzio e le trattative riservate, prevede che Maldini possa ricoprire entrambe le cariche, andando a coprire con un'unica figura, di altissimo profilo e carisma, il vuoto lasciato ai vertici del Club Italia. Non mancano, ovviamente, piani alternativi, qualora la fumata bianca con l'ex dirigente del Milan dovesse tardare ad arrivare.
Tra le ipotesi di riserva circola quella di uno sdoppiamento dell'incarico, con un presidente del Club Italia dal profilo più politico e un direttore sportivo con compiti più tecnici, ma la sensazione è che la Federazione stia puntando tutto sulla soluzione Maldini per dare un segnale forte e immediato al mondo del calcio.
Le tempistiche e il nodo della panchina
La scelta del nuovo commissario tecnico, dunque, è necessariamente subordinata alla risoluzione del rebus direttore tecnico. "Non so dirvi se ci sono vicino o lontano, ma ci sto lavorando molto", ha aggiunto Malagò, lasciando intendere che la partita potrebbe chiudersi anche prima della scadenza fissata. Una volta definito l'assetto dirigenziale, si procederà con la scelta dell'allenatore, con i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini che restano al centro delle speculazioni.
La tempistica è serrata e il presidente ha voluto mettere nero su bianco un cronoprogramma preciso, per evitare che le incertezze si ripercuotano negativamente sull'immagine della Nazionale e sulla pianificazione della prossima stagione. Il Consiglio federale di ieri, il primo della sua era, ha già affrontato altri temi, come l'elezione dei vicepresidenti, ma il pensiero di tutti è rivolto alle scelte che definiranno il futuro del calcio italiano nei prossimi anni.




