Tre bambini salvati nel Passirio a Merano: il carabiniere si tuffa e li riporta a riva
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Redazione Interno
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Doveva essere una tranquilla domenica sera di vacanza in Alto Adige, trascorsa a passeggiare con i genitori lungo le sponde del Passirio nel cuore di Merano, ma per tre piccoli turisti tedeschi la serata si è trasformata in un'avventura ad alto tasso di tensione. Conclusasi fortunatamente con un grande spavento e senza alcuna conseguenza fisica per i tre fratellini, di età compresa tra gli 8 e i 10 anni secondo alcune fonti e tra i 6 e i 10 secondo altre, rimasti bloccati su un masso in mezzo alla corrente del fiume.
Attorno alle 21:00 di domenica 30 agosto, i bambini si erano spinti su alcune rocce al centro del letto del fiume, all'altezza del ponte della Posta, e quando hanno cercato di fare ritorno a riva si sono resi conto che la forza dell'acqua non consentiva più di guadagnare la sponda in sicurezza.
La dinamica del salvataggio e l'allarme lanciato da un passante
A dare l'allarme, alle 21:06, è stato un giovane del gruppo giovanile della Croce Bianca che, notata la situazione di pericolo, ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi. I primi a giungere sul posto sono stati i Carabinieri e, di fronte alla gravità del momento, un militare non ha esitato a immergersi nelle acque del Passirio per raggiungere i due bambini e riportarli a riva.
Nel frattempo, è entrata in azione anche la squadra nautica dei Vigili del Fuoco di Merano, che ha provveduto a recuperare il terzo piccolo rimasto sul masso. Un intervento rapido e coordinato che ha permesso di mettere in salvo tutti e tre i bambini, i quali sono stati riportati a terra infreddoliti e sotto shock ma fortunatamente senza riportare alcuna ferita.
Le reazioni delle istituzioni e il plauso del comandante generale
L'episodio ha suscitato grande eco mediatica e ha ricevuto il plauso delle più alte cariche dello Stato. Il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha espresso la propria profonda riconoscenza ai militari intervenuti, sottolineando il loro spirito di sacrificio e la loro prontezza.
"Con coraggio e prontezza hanno sfidato le acque del fiume per salvare tre bambini, restituendoli all'abbraccio delle loro famiglie", ha dichiarato il generale, congratulandosi telefonicamente con gli uomini dell'Arma e definendoli un punto di riferimento per la collettività. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto esprimere il suo orgoglio attraverso i social network, lodando il coraggio e il senso del dovere dei nostri uomini in divisa, così come hanno fatto i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.
Il rischio della balneazione nei fiumi alpini e il valore del soccorso
Questo salvataggio, come sottolineato da alcune ricostruzioni, riaccende purtroppo i riflettori sui pericoli legati alla frequentazione dei corsi d'acqua alpini, soprattutto durante il periodo estivo. Nonostante i divieti di balneazione, il fondale scivoloso e la corrente impetuosa rappresentano un'insidia costante per chi si spinge tra i massi del letto del fiume, come accaduto ai tre giovani turisti tedeschi che, allontanatisi dai genitori, sono rimasti intrappolati in mezzo al Passirio.
L'episodio, al contempo, testimonia ancora una volta il valore umano e professionale di chi ogni giorno, come Carabinieri e Vigili del Fuoco volontari, si spende per la sicurezza dei cittadini, trasformando un potenziale dramma in un lieto fine.
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